sabato 5 maggio 2012

VIAGGIO NELL’APOCALISSE -00- Introduzione

Pubblicata da Giuseppe Di Gesù il giorno mercoledì 9 novembre 2011 alle ore 7.57 
 

Pretendere di descrivere l’Apocalisse dell’apostolo San Giovanni non è facile, ma l’interpretarla potrebbe sembrare temerario.
Apocalisse è una parola di etimologia greca e vuol dire ‘Rivelazione’. E’ un’opera profetica, non solo nel senso proprio del termine che equivale a ‘ispirata’, ma anche nel significato più comune per cui essa ‘profetizza’ avvenimenti destinati ad avverarsi in futuro, e più in particolare i fatti determinanti della storia dell’uomo e del mondo.
Essa pertanto, con un altro termine di etimologia greca, viene dunque detta opera ‘escatologica’, cioè concernente le ‘ultime cose’ sulle sorti dell’Umanità.
Come le profezie escatologiche dell’Antico Testamento, anche l’Apocalisse parla un linguaggio simbolico e velato.
Essa – oltre a seguire un certo percorso narrativo cronologico che tuttavia non è sempre facile riconoscere nei suoi vari collegamenti ed intersecamenti – si esprime sovente con immagini dal significato allegorico.
Queste si sono prestate a diverse ed anche errate interpretazioni, influenzate non di rado dagli avvenimenti che caratterizzavano i periodi storici in cui i suoi esegeti di volta in volta si trovavano a vivere.
Nell’Apocalisse vengono descritti fatti con una simbologia e delle immagini talvolta caratteristiche delle precedenti profezie escatologiche dell’Antico Testamento, ciò non di meno – per esplicita e ribadita dichiarazione di Gesù contenuta nel suo testo - essa si riferiva ad avvenimenti contemporanei all’epoca in cui San Giovanni l’aveva scritta ma soprattutto ad eventi futuri.
Certe immagini possono fare pensare ad eventi del passato perché questi sono ‘figura’ di altri fatti simili che possono nuovamente ripetersi nel futuro, come se ci trovassimo di fronte ad una serie di corsi e ricorsi storici.
La storia insomma si ripete e, all’uomo dalla memoria corta, Dio ricorda quanto avvenuto in passato per metterlo in guardia su quanto potrebbe accadere nuovamente in futuro se egli commettesse gli stessi errori nonostante i suoi richiami paterni.
L’Apostasia e corruzione dell’Umanità che portarono al Diluvio universale sono figura della Apostasia e ‘gran tribolazione’ dell’Epoca Anticristica, e quest’ultima è a sua volta figura di un’altra situazione ancora peggiore che porterà Dio a decretare la fine della Storia dell’Umanità quando Satana si scatenerà non più attraverso l’Anticristo, ormai vinto tanto tempo prima, ma direttamente, di ‘persona’, nella Guerra di Gog e Magog per uscirne definitivamente sconfitto.
Poiché il futuro viene prospettato con immagini grandiosamente drammatiche per l’Umanità, come ad esempio la descrizione della distruzione di ‘Babilonia’, la ‘gran città’, ecco che il termine ‘apocalittico’ è diventato sinonimo di ‘catastrofico’.
Non deve stupire questo modo ‘cifrato’ che Dio utilizza talvolta nel messaggio apocalittico ed escatologico per comunicare con gli uomini.
Ci potremmo chiedere come mai, se Dio ci vuole comunicare qualcosa che concerne il nostro futuro, non lo faccia in maniera chiara ed intelleggibile da tutti.
Dio lascia infatti capire all’uomo quanto gli è sufficiente per sapere come condursi. Egli gli indica la direzione della strada da prendere, il punto cardinale, lasciandolo poi libero di seguire il percorso che egli ritiene più confacente alle sue scelte di vita.
Dio – conoscendo la nostra fragilità psicologica di esseri umani e volendo per amore la nostra serenità – ci vieta la conoscenza piena del futuro, e così facendo ci lascia privi di condizionamenti ‘esterni’ così da non menomare la nostra libertà di azione che è il punto di riferimento sulla cui base poi Egli emette i suoi giudizi.
Se Dio ci rivelasse infatti il futuro con evidenza tale da essere del tutto conoscibile e quindi con tutta evidenza ‘credibile’, le nostre scelte di vita sarebbero condizionate ‘violentemente’ da questa conoscenza anticipata, e noi non saremmo più ‘liberi’.
E’ tuttavia la libertà quella che rende la vita degna di essere vissuta. E’ nella libertà che riposa la dignità dell’uomo. E’ sempre nella libertà che l’uomo può decidere di fare il bene o il male, ed è grazie ancora alla libertà che l’uomo viene da Dio premiato o punito nell’Aldilà in base a come egli si è liberamente condotto nella vita dell’Aldiqua.
Dunque il Dio nell’Apocalisse ci avvisa, ci fa intuire, ma non ci svela tutto. Ci mette sulla strada, stimola la nostra fantasia e perspicacia, ma lascia a noi trarre le conclusioni.
Dio si rivelò ai Profeti parlando nel loro pensiero, trasmettendo loro il Suo pensiero.
Se Dio fece l'uomo a sua immagine e somiglianza - e se la somiglianza non poté consistere nel corpo, poichè Dio non ha corpo ed è puro Spirito, cioé Logos - come potè mai Dio parlare ai Profeti se non ‘comunicando’ con la loro mente ed il loro ‘spirito’ con il suo Spirito?
Ecco, Dio - Spirito, Pensiero, Volontà, Potenza - parlò ai suoi figli, ai Profeti, con il Pensiero, trasmettendo loro telepaticamente il suo pensiero.
Perchè ai Profeti? Perchè erano dei 'giusti' e perchè, sapendo Egli in anticipo che essi sarebbero stati - di proprio - dei giusti, conferì loro dei doni, in particolare il dono di saper cogliere ancora meglio la sua parola.
I giudizi di Dio sono imperscrutabili, Egli vede dove l'uomo non vede, i nostri 'perchè' per Lui non esistono, i nostri 'perchè' sono il segno della nostra incapacità di capire.
Guai se capissimo troppo. Con una comprensione 'superiore', degeneri come siamo ormai a causa delle conseguenze del Peccato originale, faremmo cose ancora più terribili di quante non ne facciamo già adesso.
Dio doveva, attraverso i profeti, trasmettere agli uomini decaduti, imbarbariti, impoveriti intellettualmente e spiritualmente, il senso della loro origine spirituale, il loro essere figli di Dio.
I Profeti dell’Antico Testamento dovevano ricordare agli uomini di essere Figli di Dio, la loro origine, la loro missione, la loro strada.
Il loro compito era mantenere accesa, almeno in una minoranza dell'umanità imbarbarita, la fiaccola - una piccola fiaccola - che illuminasse l'uomo.
E’ la voce dei profeti quella che ha sempre caratterizzato la storia giudaico-cristiana.
Una voce che si propagava e si ripeteva come un’eco da cima a valle, di vetta in vetta, per poi essere raccolta e rilanciata amplificata dal Profeta per eccellenza, Gesù Cristo, Verbo Incarnato.
Voce quest’ultima ripresa e rilanciata ancora da altri profeti successivi, anche moderni, perché nessuno potrà mai impedire a Dio di continuare a parlare agli uomini attraverso i suoi profeti.
Giovanni fu uno dei profeti successivi a Gesù Cristo, il primo e più ‘autorevole’ della serie, insieme a San Paolo.
Si dice che la Rivelazione divina, la Verità, è stata data da Gesù Cristo perfetta e completa.
Questo è vero, ma nelle ‘rivelazioni’ profetiche di cui parliamo, successive a Gesù Cristo, non si tratta di annunciare nuove Verità quanto invece di chiarire e ripetere quelle già date, perché l’uomo continua a non voler capire ed a dimenticare.
Dopo i Profeti dell’Antico Testamento, ecco dunque Giovanni, che come Aquila si libra alto nel cielo sopra tutti gli altri evangelisti.
Egli – per quanto attiene all’escatologia – chiarisce e conferma nell’Apocalisse quanto già detto da Gesù nei Vangeli (Mt 24) con riferimento ai ‘tempi ultimi’.
Giovanni, il puro per eccellenza, è anche l’autore di un Vangelo il cui Prologo appare - più che ispirato – come ‘dettato’ direttamente da Dio.
Egli era il discepolo prediletto, il più giovane e puro degli apostoli, e aveva il privilegio - unico - di poter abbandonare il capo sulla spalla di Gesù sedendogli accanto.
A Giovanni, l’apostolo dell’Amore, è stata dunque affidata da Gesù-Verbo la più importante e completa profezia escatologica sulla storia dell’Umanità.
Il Verbo-Gesù – fin dall’inizio dell’avventura cristiana, intorno all’anno cento dopo Cristo – volle farci sapere, attraverso le visioni di Giovanni ormai vegliardo, quale sarebbe stato il futuro dell’Umanità in funzione di quello che sarebbe stato il suo libero comportamento in rapporto ai precetti divini.
Salvo i casi eccezionali di intervento ‘diretto’ dall’Alto - come nel caso delle celebri profezie date dalla Madonna apparsa nel 1917 a Fatima ai tre pastorelli, comprovate dal miracolo del sole rotante al quale assistettero circa settantamila persone terrorizzate – Dio continua dunque a parlare anche oggi agli uomini attraverso i suoi profeti per chiarire, quando giunge il momento opportuno, profezie oscure e ‘sigillate’ che erano state affidate in precedenza ad altri profeti.
Se ad esempio le profezie di vari Profeti dell’Antico Testamento parlavano genericamente agli ebrei di un futuro Messia senza però precisare l’epoca in cui questi sarebbe apparso, Dio si è poi servito del Profeta Daniele (Dn 9, 24-27) – con la famosa profezia escatologica nota come quella delle ‘settanta settimane’ (di anni) – per indicare con circa cinquecento anni di anticipo i tempi precisi di futuro avveramento della venuta messianica, i tempi di Gesù appunto, affinché il popolo discendente dai Patriarchi non perdesse la speranza e soprattutto si preparasse adeguatamente alla sua venuta.
Se il popolo di Israele non lo seppe riconoscere quando il Dio-Verbo si incarnò nell’Uomo-Gesù, ciò fu dovuto alla successiva caduta spirituale del popolo ebraico e della classe sacerdotale in particolare, la cui durezza di cuore ne velò lo spirito, accecandolo e rendendo impossibile cogliere i segni dei tempi e riconoscere in Gesù il Messia vaticinato.
Dio però li aveva avvisati…, e così è anche nell’Apocalisse, dove Dio ci avvisa ma siamo poi noi che dobbiamo adeguarci nei comportamenti e saper anche cogliere i ‘segni dei tempi’.
Forse il lettore poco ‘introdotto’ non sa che da qualche decennio è fiorito in tutto il mondo ed in particolare fra i ‘laici’ uno ‘spirito di profezia’. Come mai?
La Chiesa ‘gerarchica’ e ‘docente’ attraversa notoriamente una crisi di vocazioni e di allontanamento dalla fede, come vedremo meglio in seguito.
Paolo VI già aveva esclamato – dopo il concilio Vaticano II – che, contro ogni aspettativa, pareva che il ‘fumo di Satana’ fosse entrato nella Chiesa.
L’autorità del Pontefice viene sempre di più messa in discussione. Si assiste in parte del Clero ad un generale adattamento ai ‘valori del mondo’. Non mancano gli scandali e la stessa autenticità della Genesi sulla Creazione dell’uomo da parte di Dio viene sovente messa in dubbio da teologi ‘moderni’ se non ‘modernisti’.
La fede dei ‘grandi’ della Chiesa sembra in qualche caso vacillare mettendo a rischio la fede dei piccoli.
Le vocazioni profetiche all’interno della Chiesa docente vengono non di rado soffocate dal razionalismo ormai imperante.
Persino Papa Roncalli, cioè Giovanni XXIII, aveva messo in dubbio – nonostante il miracolo del sole - le rivelazioni ‘profetiche’ dei tre pastorelli di Fatima.
Come ha scritto lo scrittore-giornalista Antonio Socci (‘Il quarto segreto di Fatima’ – pag. 207 - Rizzoli, nov. 2006), egli ‘inaugurò solennemente il Concilio Vaticano II, nell’ottobre 1962, con un discorso rimasto celebre per le sue infelici ironie sui bambini di Fatima: «A Noi sembra di dover dissentire da codesti profeti di sventura, che annunciano eventi sempre infausti, quasi che incombesse la fine del mondo».
Ben diverso atteggiamento ebbe quaranta anni dopo un altro Papa, Giovanni Paolo II, quello del ‘Totus tuus, Maria’ e delle invocazioni corali – alla sua morte - del ‘Santo subito’, devoto alla Madonna di Fatima, che ha voluto invece celebrare nel 2000 con una cerimonia di estrema solennità in mondovisione la beatificazione di codesti ‘infausti profetelli’.
Quale potrebbe allora essere l’opinione dei razionalisti ecclesiastici odierni se essi avessero il coraggio di pronunciarsi apertamente sugli ‘eventi infausti’ preconizzati nell’Apocalisse?
Ecco che allora Dio corre ai ripari e suscita ‘voci’ esterne alla Chiesa gerarchica, voci ‘laiche’, voci di ‘piccoli’, i quali a loro volta profetizzano, ricordano, ammoniscono, e parlano, parlano soprattutto dell’Apocalisse.
E’ come un tam-tam lontano che si avvicina sempre più, o meglio come un lontano brontolìo di tuono che si fa sempre più prossimo e minaccioso come a farci capire che il temporale ormai incombe e che è ora di correre al riparo.
L’errore è sempre possibile perché se Dio ispira i veri profeti, Satana riesce talvolta a deviarli quando addirittura, facendo leva sulle loro debolezze, non li trasforma addirittura in ‘propri’ profeti.
Le ‘voci’ però si susseguono, si rincorrono come echi, possono diversificarsi nei particolari ma sembrano avere tutte una stessa nota di fondo: ci stiamo avvicinando, nella storia, agli avvenimenti importanti profetizzati 2000 anni fa nell’Apocalisse.
La cosa però più straordinaria è che questa attesa escatologica non riguarda solo il mondo cattolico, ma anche quello di altri popoli di diversa religione dove è viva l’attesa di eventi ormai prossimi destinati a cambiare il corso della storia in senso drammatico ma anche positivo per il futuro.
E’ come se Dio – che è Padre di tutti gli uomini – volesse che tutti i suoi ‘figli’, non importa se appartenenti anche a religioni ‘non giuste’ o non ‘del tutto giuste’, siano in qualche modo avvertiti affinché sappiano come regolarsi.
Fra i tanti ‘portavoce’ moderni di ambiente cattolico ve ne è uno che ha avuto delle rivelazioni di importanza straordinaria anche su taluni dei passaggi più oscuri concernenti l’Apocalisse.
Maria Valtorta – come successo a tanti santi, non ultimo Padre Pio, di cui molti conoscono le vicissitudini, persecuzioni e sofferenze morali ad opera di taluni personaggi della stessa gerarchia ecclesiastica – ebbe anche lei incomprensioni da parte di persone che per mentalità o partito preso, molte volte senza conoscere neppure le sue Opere, la contrastarono giungendo al punto di far mettere quasi mezzo secolo fa all’Indice la sua Opera principale, con la descrizione della vita evangelica di Gesù, non volendo ammettere la sua ispirazione divina. (‘L’Evangelo come mi è stato rivelato’ (Ex ‘Il Poema dell’Uomo Dio’), in dieci volumi – Centro Editoriale Valtortiano).
Taluni di essi – di fronte agli innegabili contenuti eccezionali della sua opera – preferirono pensare si dovesse trattare piuttosto dell’opera di un genio o, tutt’al più, di opere ‘parapsicologiche’, di fronte alle quali – come noto – non si riescono a trovare spiegazioni scientifiche.
L’Indice è stato ormai abolito da molti anni, e – dopo decenni – la Chiesa ha anche autorizzato la lettura dell’Opera purché l’Editore non scrivesse che essa era stata ispirata da Dio (Emilio Pisani: ‘CONDANNATA MA APPROVATA’ (L’Opera di Maria Valtorta e la Chiesa), Centro Ed. Valtortiano, 2006), ma la miglior risposta sull’origine ispirata dell’Opera – oltre a quella entusiasta di numerosi e altolocati rappresentanti della Chiesa – la diede Papa Pio XII.
Conosciamo tutti la proverbiale prudenza della Chiesa nel riconoscere ufficialmente visioni, apparizioni e in genere fenomeni carismatici soprannaturali.
Quando i Padri Serviti - che assistevano giornalmente l’inferma e paralitica Maria Valtorta raccogliendone gli scritti - andarono da lui in udienza privata il 26 febbraio 1948 per perorare l’autorizzazione alla pubblicazione dell’Opera della grande mistica, il Papa – che aveva già preso conoscenza dell’Opera – diede questo consiglio lapidario: ‘Pubblicatela così come è’. (Emilio Pisani: ‘Pro e contro Maria Valtorta’ – pagg. 11 e 12 – Centro Ed. Valtortiano, 2002)
E quando gli venne anche sottoposto il testo di una Prefazione dove si parlava esplicitamente di un fenomeno soprannaturale, egli disapprovò ed aggiunse: ‘Chi legge quest’Opera capirà…!’.
Non era certo un parere del Magistero, ma il suo era certamente un parere molto autorevole.
Ho speso tredici anni della mia vita nello studio approfondito dell’Opera di questa grande mistica, che ha prodotto numerose conversioni.
Sono infatti fra coloro che – come Pio XII – credono all’origine soprannaturale delle sue visioni e rivelazioni. Chiunque si accingesse a studiare l’Opera – peraltro di agevole ed interessantissima lettura – se ne potrebbe del resto accorgere facilmente dalla sostanza spirituale e dalla elevatezza soprannaturale degli scritti.
Questo mio’ Bignami’ dell’Apocalisse terrà allora conto – specialmente con riferimento ai passi più oscuri e di difficile interpretazione - di quanto, dopo averlo per anni e anni metabolizzato, ho fatto mio dei contenuti dell’Opera di questa mistica.
In questo percorso dentro i meandri ed i misteri dell’Apocalisse seguirò comunque il seguente ordine logico:
1) Illustrazione sintetica della struttura e dei contenuti dell’Apocalisse
2) Collocazione dei suoi eventi principali nella Storia con particolare riferimento a quella moderna e contemporanea
3) Interpretazione delle simbologie anche alla luce degli avvenimenti politici del Novecento e delle più recenti rivelazioni
    profetiche
4) Proiezione nel futuro con riferimento al tempo dell’Anticristo… prossimo venturo, al suo breve regno di terrore sulla
    terra ed alla sua sconfitta

GUIDO LANDOLINA

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giovedì 26 aprile 2012

Leggi con cura la sezione nel sito: "Provocazioni di p. Alex Zanotelli"

Il marchio della bestia

Quella che segue è una parte di una meditazione sul capitolo 13 del libro dell' Apocalisse, fatta da Alex Zanotelli ad un gruppo di operatori della cooperativa "il Seme", di Bergamo.
L’idolo del mercato, l'onnipotenza del denaro
Se questo testo diventa per noi oggi Parola, se cioè come il profeta dell' Apocalisse riusciamo a leggere la realtà dalla parte di chi paga per questo sistema, dal Crocefìsso, dalla vittima dell'impero, è chiaro che per noi oggi è l'impero economico la grande bestia. Non tanto il potere politico quanto quello economico è la grande bestia che sale dal mare, con una potenzialità incredibile. È quella stessa bestia che aveva cavalcato Roma, la grande prostituta, e che ora cavalca l'impero economico. È ancora lei, che cavalca nella storia, in continuità. Questo potere economico ha stravinto, così come è detto in questo testo: aveva potere su ogni tribù, nazione e tutti la adoravano. Notate la potenza che ha questa bestia e la bestemmia: questa bestia bestemmia, perché di nuovo sente di essere Dio. Mai come oggi si è sentito il potere, l’onnipotenza del denaro. Oggi sembra che tutti si inchinino davanti a questo potere, davanti ai grandi dell'economia. Ed è ancora qui la paura del profeta dell'Apocalisse: non ha tanto paura della persecuzione e del martirio, che addirittura riescono invece a unire, a far rivivere, a mettere forza, a purificare la comunità, ma il problema è l'idolatria! Noi diventiamo patte integrante del sistema! Nelle lettere che il profeta scrive a nome del Signore alle sette comunità, alle sette Chiese (e quindi a tutta la Chiesa) parla della paura che ha, non della persecuzione, ma che le Chiese e le comunità stiano lentamente adattandosi alla cultura dominante. È lì il vero grande pericolo. Ed è il pericolo nostro, che anche noi diventiamo parte dell'idolatria dominante, dell'economia dominante e alla fine non diciamo più nulla. Ecco l'importanza di questo senso di resistenza.
Impariamo a resistere!
Sono le comunità che devono resistere, ma la resistenza si paga sempre: "Attenti! Colui che deve andare in prigionia andrà in prigionia! Colui che dovrà essere ucciso di spada, di spada sarà ucciso! Perché, guardate, in questo sta la fede e la costanza dei santi". Volete resistere? Sappiate che la resistenza implica il martirio. Il martirio non è soltanto quello fisico, ma anche e soprattutto, oggi, quello psicologico. Per esempio, in un incontro che ho avuto a Verona, fra tutta la gente che c'era, ad un certo punto si è alzata una donna e ha detto. "Questo sistema è veramente terribile... se tu fai delle scelte subito vieni aggredito. Per esempio i miei bambini, che si confrontano con gli altri bambini, sono venuti a dirmi: Mamma, perché tu sei matta? Ma nessuno fa cose del genere!" Ed è veramente così! Ricordatevi che qualunque scelta voi fate, se è controcorrente lo sentite! Per questo non chiedo a nessuno l'eroismo. Chiedo solo di fare quello che si può.
Se ognuno fa quello che può, alla fine riusciremo a costruire qualcosa di bello. Ma l’eroismo posso chiederlo solo a me, non a qualcun altro, perché anche solo le piccole cose si pagano. La resistenza, l'opposizione, la denuncia... dobbiamo metterci in testa che si pagano in mille maniere.
Ecco la prima bestia: il potere economico, che ha stravinto, che penetra dappertutto, che ci schiaccia, che produce le vittime, soprattutto al Sud. Ed ecco allora il significato della resistenza: bisogna resistere per svelare, per smascherare la bestia e lottare contro di essa.
Una religione che nasconde o che denuncia?
E la seconda bestia? Ai tempi dell'impero romano abbiamo visto che era la religione. Oggi la religione è talmente asservita al potere che non ha potere. Le Chiese non disturbano. Io sono d'accordo con quei biblisti americani che sostengono che le Chiese sono idolatre e parte integrante dell'impero. Noi in Italia non ne siamo molto lontani. Pensiamo a Hitler, a Mussolini che ha usato i Patti lateranesi, a come in questi ultimi quarant'anni il potere politico ha usato la Chiesa. Oggi non è la religione che potrebbe dare problemi. Come Roma usava i templi, i sommi sacerdoti, l'aristocrazia sacerdotale per creare l'ideologia imperante della Roma eterna, del culto imperiale, così oggi il potere economico usa i mass-media. È la televisione per noi, oggi, la seconda bestia. È con la televisione che siamo resi dei tubi digerenti. Si è stimato che un individuo mediamente trascorre tre anni della propria vita a guardare la pubblicità. Tre anni! Per forza che vengono assimilati! E con questo meccanismo passa l'ideologia. Non ci fanno vedere il grido di chi soffre e paga per il nostro modo di vivere. Il messaggio che arriva a noi è che mai siamo stati in un mondo così bello come quello di oggi... è il migliore di tutti gli imperi, mai si è vista una grandezza simile... ma di che cosa vi lamentate? Che cosa volete di più? E questo arriva a noi con la televisione in una maniera così dolce e così soave.
Questa è la bestia che ci mette nel giro, che ci illude sull'impero, che ci fa vedere una precisa immagine dell'impero quando la realtà è ben altra e non fa altro che renderci tubi digerenti. Il messaggio principale di questa seconda bestia è chiaro: consumare. Perché questo è lo scopo di tutto l'impero economico. Noi dobbiamo consumare quello che produce, senza fare domande. E la televisione è uno strumento che funziona benissimo a questo scopo.
Pensiamo poi al significato del marchio della bestia: se volete vivere in quest'impero dovete avere quel marchio, altrimenti non commerciate, non fate fortuna! Oggi il marchio è economico.
Non abbiate paura!
Alla fine il grande messaggio per noi oggi è essenzialmente uno: non abbiate paura! Non è dio questo impero! Ha un nome d’uomo! Il cuore della profezia è questo impero che sembra essere invincibile, ma è mortale! È la statua che ha i piedi di argilla. Come per Daniele, è sufficiente un nulla, un sassolino che rotola via spontaneamente (evidentemente è sospinto da Dio) andando a toccare i piedi della statua... e questo immenso impero di oro crolla. Ecco da dove nasce la speranza: non abbiate paura, Dio è Dio, Babilonia è caduta. Ci sono voluti trecento anni prima che Roma cadesse, ma per il profeta era già caduta, non bisognava averne paura, bisognava resistere. Il timore del profeta è che le comunità si adattino alla cultura dominante e finiscano per tacere. I cristiani, invece, non sono chiamati ad essere il termometro della società, ma il termostato. Ed è questo che hanno fatto le prime comunità. Alla fine hanno fatto crollare l'impero con la loro resistenza.
La speranza nasce dalla parola
Anche per noi oggi c'è questo invito alla speranza. Se c'è una cosa di cui dobbiamo avere paura è di aver paura. La speranza nasce dalla Parola. La Parola diventa liberante al massimo, ci fa leggere, ci dà forza.
Io vi ho dato la chiave di volta per leggere, ma ora sta a voi. Nella comunità ognuno deve chiedersi come sta vivendo e sperimentando la bestia, come può resistere la comunità.
Il mio personale invito è quello di costruire piccole comunità cristiane. Non si può resistere senza una comunità che abbia al suo centro la Parola che è quella leva che Archimede chiedeva per sollevare il mondo, che ci permette di guardare con altri occhi la realtà.
Dentro le comunità c'è bisogno anche degli atei che sono una ricchezza per i credenti, perché permette loro di fare un po' di sana autocritica.
Comunità per credere e per resistere
È importante che dietro ad ogni piccola iniziativa ci sia una comunità per ritrovarsi, leggere la Parola che porta all'analisi sociale (fondamentale per resistere) e alla resistenza mirata.
Non potete resistere a tutto, impegnarvi su tutti i fronti, sul nucleare, sugli immigrati, sulla pace, sul commercio, sull'informazione... è impossibile! Ogni comunità dovrebbe assumersi un impegno preciso (già questo sistema ci impegna e ci fa correre da tutte le parti) per poi connettersi con le altre comunità. Non aspettatevi nulla dall'alto, dall'alto sta arrivando solamente distruzione. È dal basso che nascerà qualche cosa di nuovo e tocca a tutti noi farla nascere. Qui sta l'importanza della Parola, dell'analisi sociale e dell'impegno in piccole comunità cristiane. Piccole comunità cristiane di dieci o quindici persone che si ritrovano una volta alla settimana o ogni quindici giorni a fare insieme questo percorso.

mercoledì 25 aprile 2012

Franco Zanotto al Moma di New York



L'Impronta Bianca & Nera di Franco Zanotto

Stessa identità di Franco Zanotto con Leonardo: l'Italia 
L'Impronta di Franco Zanotto a New York

L'Impronta: l'Identità di Franco Zanotto 
Installazione cromatica di Franco Zanotto
L'Impronta in Sala di Franco Zanotto

lunedì 16 aprile 2012

LE BEATITUDINI EVANGELICHE: Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il Regno dei Cieli




-INTRODUZIONE-

La “beatitudine” (o felicità)  è il fine della vita umana, è ciò che più profondamente desideriamo per noi  e per gli altri.
Parlando  delle beatitudini in Matteo, possiamo dire che:
- Sono la proposta di Dio vivere in comunione con Lui, di partecipare alla vita stessa   della Trinità. Le beatitudini non sono delle cose da fare, né dei frutti di ascesi o di sforzo solo nostro. Sono la  conseguenza dell’opera dello Spirito in noi. È lo Spirito che ci può rendere miti, pacifici, puri di cuore, misericordiosi…Il nostro sforzo è nell’accogliere l’azione dello Spirito in noi, di obbedire a Dio.
Quanto la persona accoglie e segue lo Spirito che elargisce i suoi doni (fortezza, scienza, sapienza, intelletto, consiglio, pietà, timor di Dio) tanto è capace di viverele  beatitudini.
- Le beatitudini sono la vita stessa di Cristo, Lui le ha vissute. Per questo, il nostro aderire ad esse ci inserisce nella vita di Cristo, ci unisce strettamente a Lui, ci uniforma a Lui.
-  Le beatitudini non sono categorie sociali.
Per esempio: cosa significa essere poveri? È il riconoscersi nella propria realtà di creature dinanzi a Dio aprendosi alla  relazione con Lui. Significa prima di tutto sapere chi siamo; riconoscere che Dio ci ha  chiamati alla vita e ci mantiene in vita.
Sono degli atteggiamenti interiori, disposizioni della persona ad aderire a Dio.
Persone che vivono la  povertà, la mitezza,  persone che patiscono afflizione non per condizione di vita ma per fedeltà a Dio e  all’uomo.
Il Signore vuole che realmente collaboriamo con lui, dove la Sua e la nostra azione si incontrano. Collaboriamo alla “costruzione” di noi stessi. Infatti ci troviamo ad essere ciò che facciamo. Quando per   fare si intende un   operare, un lavorio interiore, espresso anche attraverso atti concreti che ci fanno  crescere in quanto costruiamo, così, in noi  “un modo di essere”.
Il premio delle beatitudini è Dio stesso: è lui la sazietà della nostra fame, la terra, la misericordia, il  Regno…: è la beatitudine, la vera felicità.

 beatitudini-il discorso della montagna


-LE BEATITUDINI EVANGELICHE-

1 Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli
Beato chi è umile, chi sente il suo nulla ma confida in Dio.
Beato chi sente la sua dipendenza completa da Dio.
Beato chi accetta il progetto di Dio su di lui.
2 Beati quelli chi sono nel pianto,  perché saranno consolati
Beato chi sa piangere sui propri errori.
Beato chi sa piangere con chi piange.
Beato chi paga, soffre e lotta contro le ingiustizie e per i mali del mondo.
3    Beati i miti, perché avranno in eredità la terra
Beato chi sceglie la mitezza, la benevolenza, la pazienza, l’umiltà.
Beato chi ha il cuore grande.
Beato chi rifiuta la violenza.
Beato chi sa perdonare.
4 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,  perché saranno saziati
Beati coloro che hanno la brama della santità, che aspirano all’autenti­cità evangelica, che scelgono il Vangelo senza accomodamenti né attenuazioni.
Beato chi desidera ardentemente ciò che Dio desidera.
5 Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia
Beati quelli che si sforzano di essere un riflesso della bontà di Dio.
Beati quelli dal cuore grande e misericordioso verso i loro fratelli.
6 Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio
Beati quelli che hanno il cuore sincero perché possono accostarsi a Dio.
Beato chi è autentico nei pensieri e nei fatti perché è accolto da Dio.
7 Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio
Beati i costruttori di pace e di concordia perché hanno in loro qualcosa della bontà di Dio.
Beati i portatori di pace perché somigliano a Dio.
8 Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli
Beati quelli che san pagare per la loro fede.
Beato chi è fedele alla volontà di Dio ed è pronto anche a soffrire per essere fedele alla volontà di Dio.

-BEATI I POVERI IN SPIRITO,

PERCHE’ DI ESSI E’ IL REGNO DEI CIELI-

Signore, che io non accumuli tesori sulla terra, ma nel cielo (Mt 6, 19-20)
1. Gesù ha iniziato la predicazione del Regno annunciando le disposizioni spirituali necessarie per conseguirlo; la prima riguarda la povertà.
Il Signore, nella sinagoga di Cafarnao aveva già letto e applicato a sé la profezia di Isaia: « Lo Spirito del Signore è sopra di me… mi ha mandato ad annunciare ai poveri la buona novella » (Lc 4,18). Nell’Antico Testamento, i poveri non sempre erano circondati di stima e di simpatia, ma piuttosto tenuti in nessun conto, mentre le ricchezze erano stimate un segno della benedizione di Dio.
I poveri sui quali Dio si china con amore e che Gesù proclama beati, sono coloro che non solo accettano la loro condizione di diseredati, ma ne fanno un mezzo per avvicinarsi al Signore con umiltà e fiducia, attendendo unicamente da lui ogni loro bene. La Madonna appartiene alla loro schiera, anzi, come dice il Concilio, « essa primeggia fra gli umili e i poveri del Signore, i quali attendono con fiducia e ricevono da lui la salvezza » (LG 55). La semplice povertà materiale non costituisce quella disposizione interiore che Gesù vuol vedere nei suoi discepoli. Chi essendo povero, non finisce mai di lamentarsi, detesta il suo stato e forse cova odio e invidia verso i più abbienti, non è povero nello spirito. Il Signore vuole la povertà umile e contenta, come quella che S. Francesco ha scelto per sé e per i suoi figli.
2. I poveri che Gesù loda, non sono i fannulloni, gli inetti o i pigri, ma quelli che lavorando per migliorare in modo lecito la loro condizione, non sono però avidi di guadagno e di ricchezze al punto di riporre in esse il loro tesoro.  D’altra parte, quando Gesù, quasi capovolgendo le beatitudini, ha detto: «Guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione» (Lc6,24), non ha condannato i beni materiali, ma il possesso e l’uso sregolati, ingiusti che fanno naufragare il cuore dell’uomo nell’unica ansia dei beni terreni.
Gesù chiede a tutti i suoi discepoli – abbiano poco o molto – di essere « poveri nello spirito » in modo che la preoccupazione per la penuria dei mezzi o l’attaccamento alle ricchezze non diventi mai un ostacolo alla ricerca di Dio, non ritardi l’amicizia con lui.
 Gesù chiede a tutti anche una povertà più alta che è distacco dai beni morali e perfino spirituali. Chi ha pretese circa la stima e la considerazione delle creature, chi è attaccato alla propria volontà, alle proprie idee o è troppo amante della propria indipendenza, chi cerca in Dio gusti e consolazioni spirituali, non è povero nello spirito, ma ricco possessore di se stesso. « Se vuoi essere perfetto – gli dice Giovanni della Croce – vendi la tua volontà…, vieni a Cristo nella mansuetudine ed umiltà e seguilo fino al Calvario e al sepolcro.» 
PREGHIERA: O Signore, fa’ che io comprenda quale grande pace e sicurezza ha il cuore che non desidera cosa alcuna di questo mondo. Infatti se il mio cuore brama di ottenere i beni terreni, non può essere né tranquillo né sicuro, perché o cerca di avere quello che non ha o di non perdere quello che possiede e mentre nell’avversità spera la prosperità, nella prosperità teme l’avversità; è sballottato qua e là dai flutti in continua alternativa. Ma se tu, o Dio, concedi alla mia anima di attaccarsi saldamente al desiderio della patria celeste, resterà assai meno scossa dai turbamenti delle cose temporali. Fa che di fronte a tutte le agitazioni esteriori essa si rifugi in questo suo desiderio come in un ritiro segretissimo, che vi si attacchi senza smuoversi, che trascenda tutte le cose mutevoli e nella tranquillità della sua pace si trovi nel mondo e fuori del mondo.
Diacono Don Ciro Bologna

lunedì 27 febbraio 2012

“Qui sta la mente che ha sapienza. Le sette teste sono sette monti sui quali la donna siede; e sono anche sette re: cinque son caduti, uno è, e l’altro non è ancora venuto; e quando sarà venuto, ha da durar poco”(Apocalisse 17:9) [...ha da durar poco: tre anni e mezzo di regno]


I primi versi di questa scrittura vengono spesso erroneamente utilizzati da coloro che identificano la Babilonia della fine dei tempi con la Chiesa Cattolica Romana.
Infatti è noto che Roma fu costruita su sette colli. [ma anche Gerusalemme è costruita su sette colli, e anche Amman capitale della Giordania]
Fulmine sulla Statua della LIbertà
 Comunque, la parola greca che molti traducono con “colli” è la parola “hora”, la quale dovrebbe essere tradotta con “montagna”. La parola greca per definire le colline è invece “bounos”. Nella letteratura greca non è mai stata usata la parola “hora” per identificare i colli di Roma, ma bensì “bounos”. La principale definizione della parola greca è montagna, ma essa può anche significare una vasta area oppure continente.
Nel sito ufficiale della Statua della Libertà: troviamo scritto che la corona a sette punte da lei indossata rappresenta i sette oceani e continenti del mondo.”





“…la grande prostituta, che siede su molte acque.” (Apocalisse 17)
“Le acque che hai vedute e sulle quali siede la meretrice, son popoli e moltitudini e nazioni e lingue” 17:15.
“Vidi una donna che sedeva sopra una bestia di colore scarlatto, piena di nomi di bestemmia e avente sette teste e dieci corna.” 17:3
“Le sette teste sono i sette monti sui quali siede la donna” 17:9
Anche il libro di Daniele ci può aiutare a comprendere che i “monti” sono rappresentazioni di regni, che si sono susseguiti nel corso della storia dell’uomo. Nel libro di Daniele viene anche specificato che l’ultimo “monte” sarà il grandioso regno di Dio sulla terra: la “grande montagna che riempì tutta la terra” (Daniele 2,35) è il regno di Cristo sulla terra!
Torniamo a Babilonia: La dicitura delle sette teste sulle quali la donna siede semplicemente rafforza l’idea che la Babilonia della fine dei tempi, prima del sorgere dell’Anticristo, si trova in una posizione dominante per l’intero mondo.
Ma la scrittura prosegue e ci dice che questi monti “sono anche sette re”.
Il secondo significato spiega come le sette teste riguardano l’Anticristo.
La spiegazione è semplice e chiara, per qualche ragione è ancora fraintesa dal 99% degli studiosi delle profezie.
L’angelo dice a Giovanni che le sette teste sono sette re. In altre parole, le sette teste sono i singoli, e non soltanto regni come tanti esperti credono. L’angelo va a spiegare che cinque di queste persone sono cadute, una è, e la settima non è ancora venuta.

Ciò significa che nel primo secolo dC, al momento della visione di Giovanni, cinque di questi re erano già passati, uno di loro era attualmente vivo, e il settimo era ancora nel futuro. Questi re, sono re satanici letteralmente posseduti dal diavolo.
Satana ha cercato fin dalla sua caduta di instaurare il proprio regno sulla terra per essere adorato, e questo tentativo si è susseguito in ogni epoca della storia dell’uomo.
Questi re satanici sono:
1. Nimrod.
2. Il Faraone d’Egitto che perì nel Mar Rosso durante l’Esodo.
3. Il re di Tiro che è descritto in Ezechiele 28, una descrizione che senza ombra di dubbio si riferisce alla descrizione di Satana stesso nei versi 12-19. Questo passaggio avviene semplicemente perché il re di Tiro è stato posseduto da Satana.
4. Sennacherib re di Assiria che conquistò Babilonia. Egli è descritto in Isaia 14, il re di Babilonia; e anche qui vi è un altra chiara descrizione di Satana nelle vesti di Sennacherib nei versi 12-14.
5. Antioco IV Epifane, è descritto in Daniele 8:9-14, 8:23-26 e 11:21-45 senza essere menzionato. Come per i precedenti due re, le descrizioni di Antioco sono descrizioni che non si applicano ad un semplice uomo. Nel caso di Antioco, la descrizione si ricollega anche esattamente alla descrizione dell’anticristo stesso che deve ancora manifestarsi ( Daniele 11:36-45).
6. Napoleone I
7. Adolf Hitler
8. L’Anticristo: “e la bestia che era, e non è, è anch’essa un ottavo re, e viene dai sette [altri traducono: ed è uno dei sette...poichè è sempre lui] e se ne va in perdizione” (Apocalisse 17:11)
Babilonia è rappresentata da una donna.
Il simbolo americano più noto è la Statua della Libertà.
Richard Coombes ha fatto un attento studio per dimostrare che la Statua della Libertà sia in realtà la rappresentazione della divinità babilonese Ishtar.
Ishtar era insieme a Marduk alla testa del pantheon babilonese degli dèi, e il suo culto promuoveva “la nozione della libertà personale e la libertà di seguire uno stile di vita edonistico, sessualmente sfrenato e immensamente promiscuo.”. La sua filosofia è stata ricreata nell’America moderna e la si può ritrovare nello slogan degli anni ’60: “se ti piace, fallo!” Al centro del suo culto vi era la pratica della prostituzione religiosa: “La Madre delle Prostitute…” (Apocalisse 17:5).
L’intrattenimento rappresenta una delle industrie maggiormente esportata dagli USA e in esso viene sempre dato maggior risalto al sesso. Nell’immoralità di Babilonia, le scritture sottolineano il peccato di adulterio, il quale ai giorni nostri viene sempre più esaltato dalla società americana.
Apocalisse 18:16 rivela l’identità di Babilonia attraverso i suoi colori nazionali:
“La gran città ch’era vestita di lino fino e di porpora e di scarlatto…”
La “Madre delle Prostitute” di Apocalisse 17-18 è una rappresentazione letterale della dea babilonese Ishtar, il cui culto richiedeva la prostituzione come forma di servizio religioso. In passato essa era conosciuta dalla civiltà sumera come Inanna e in seguito è stata adorata dai romani con il nome di Venere e Libertas. Ad essa i romani avevano dedicato un tempio che si trova sul Colle Aventino a Roma e sulle monete avevano la sua iscrizione, la sua immagine e il suo nome.
La Statua della Libertà fu ideata e realizzata da persone strettamente coinvolte con le organizzazioni massoniche.
Edouard Laboulaye fu il capo fondatore e Frederic August Bartholdi fu il capo scultore.
Queste persone, e i massoni in generale, idealizzano i dei pagani e le dee dell’Antica Roma e Grecia. E’ risaputo che Bartholdi intendeva rappresentare la Statua della Libertà come la dea Libertas, nota anche come Inanna e Ishtar.
Le descrizioni seguenti dimostrano che Babilonia è una potentissima nazione, viene infatti chiamata “il martello della terra”:
Babilonia la Grande è la sola Superpotenza Globale
Apocalisse 17:1, “…la grande prostituta che siede su molte acque.”
Apocalisse 17:15, “Le acque che hai visto e sulle quali siede la prostituta, sono popoli, moltitudini, nazioni e lingue.”
Apocalisse 17:18, “La donna che hai visto è la grande città che domina sui re della terra.”
Apocalisse 18:7, “In cuor suo dice: “Io sono regina, non sono vedova e non vedrò mai lutto.”
Una Superpotenza globale che si manifesta in tre modi:
Superpotenza economica
Apocalisse 18:3: “…e i mercanti della terra si sono arricchiti con gli eccessi del suo lusso.”
Apocalisse 18:11: “I mercanti della terra piangeranno e faranno cordoglio per lei, perché nessuno compra più le loro merci…”
Apocalisse 18:15: “I mercanti di queste cose che si sono arricchiti da lei se ne staranno lontani per timore del suo tormento…”
Apocalisse 18:23, “…I tuoi mercanti erano i principi della terra e tutte le nazioni sono state sedotte dalle tue magie.”
Superpotenza militare
Geremia 50:23: “Come mai si è rotto, s’è spezzato il martello di tutta la terra?”
Geremia 51:20: “Tu sei stata per me un martello, uno strumento di guerra; con te ho schiacciato le nazioni, ho distrutto i regni”
Isaia 14:4-6: “Come! l’oppressore ha finito? ha finito l’esattrice d’oro? L’Eterno ha spezzato il bastone degli empi, lo scettro dei despoti. Colui che furiosamente percuoteva i popoli di colpi senza tregua, colui che dominava irosamente sulle nazioni, è inseguito senza misericordia.”
Superpotere politico
Geremia 51:44: “…Le nazioni non affluiranno più a lui…”
Apocalisse 17:18: “La donna che hai visto è la grande città che domina sui re della terra.”
Apocalisse 18:9-10: “Quando i re della terra … vedranno il fumo del suo incendio piangeranno e faranno cordoglio per lei e diranno: “Ahi! Ahi! Babilonia, la gran città, la potente città! Il tuo giudizio è venuto in un momento!
Maggiore città portuale
Apocalisse 18:17-19: “…Tutti quelli che trafficano sul mare se ne staranno lontano…e piangeranno e faranno cordoglio, dicendo: Ahi? Ahi! La gran città nella quale tutti quelli che avevano navi in mare si erano arricchiti con la sua opulenza! In un attimo è stata ridotta ad un deserto!”
La città più grande e potente mai vista al mondo
Apocalisse 18:18: “Quando vedranno il fumo del suo incendio piangeranno, essi esclameranno: ‘Quale città fu mai simile a questa grande città?’ “
Apocalisse 18:16: “Ahi! Ahi, La grande città che era vestita di lino fino, di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle! In un attimo una ricchezza così grande è stata distrutta”
Apocalisse 18:14, “I frutti che l’anima tua desiderava sono andati lontano da te. Tutte le cose delicate e sontuose sono perdute per te e non si troveranno mai più…”
Isaia 13:19: “Babilonia, lo splendore dei regni, la superba bellezza dei caldei…”
Geremia 51:13: “Tu che abiti in riva alle grandi acque, tu che abbondi di tesori, la tua fine è giunta, il termine delle tue rapine…”
La dimora di una vasta parte della popolazione ebraica esiliata
Geremia 51:45: “O popolo mio, uscite di mezzo a lei, salvi ciascuno la sua vita davanti all’ardente ira del Signore!”
Apocalisse 18:4: “Uscite da essa, popolo mio, affinché non siate complice dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi”
Zaccaria 2:7: “Su, Sion, mettiti in salvo, tu che abiti con la Figlia di Babilonia!”
Babilonia viene rappresentata da una donna
Apocalisse 17:1: “…Vieni, ti farò vedere il giudizio che spetta alla grande prostituta che siede su molte acque …le acque che hai viste e sulle quali siede la prostituta, sono popoli, moltitudini, nazioni e lingue.”
Apocalisse 17:18: ” La donna che hai visto è la grande città che domina sui re della terra.”
Babilonia è vestita con indumenti costosi
Apocalisse 18:16: “La grande città che era vestita di lino fino, di porpora e di scarlatto”
Le descrizioni fatte qui sopra sono alcuni tra i molti riferimenti che indicano chiaramente l’America come la grande potenza nota come Babilonia, e New York come la città destinata alla caduta nel capitolo 18 dell’Apocalisse. Ora vediamo come l’America, e New York in particolare, sono compatibili con le descrizioni fatte a proposito di Babilonia:
Una Superpotenza Globale: Economica, Militare e Politica
Gli Stati Uniti d’America sono l’unica Superpotenza mondiale sopravvissuta. Per essere in questa posizione di potere si serve di strategie diplomatiche molto subdole, della forza militare e delle sanzioni economiche. Se siete stati convinti dalla potente macchina propagandistica dei mass media americana che gli USA sono una forza che si batte per la libertà e per la carità, allora significa che siete stati ingannati e presi in giro. Credo che la verità, vista dagli occhi di Dio, è che l’America è immorale, oppressiva, egocentrica, arrogante, avida, assassina, orgogliosa ed ipocrita.
Superpotere Economico
Questo aspetto a riguardo di Babilonia è quello maggiormente evidenziato nelle Scritture. Diverse volte troviamo parole relative ai “mercanti della terra” e come essi siano i “più grandi uomini del mondo”. Nel contesto del 20esimo secolo, quando si parla di “mercanti della terra” ci si può riferire solamente alle Corporazioni Globali. Sono le corporazioni a gestire il mercato monetario e sono le corporazioni ad avere tutto il potere. Sotto la guida degli USA, le corporazioni globali stanno tentando di convertire il mondo dalla religione al materialismo e ad uno sfrenato consumismo, mentre allo stesso tempo, stanno tentando di ridurre le nazioni del terzo mondo in niente di più che fabbriche a basso costo di produzione e aree per l’estrazione di materiali non lavorati. Questo furto delle risorse mondiali sta avvenendo ad una rapidità incredibile e senza nessun riguardo per lo sviluppo o per le popolazioni indigene. L’ultima cosa che i gestori del potere americani vogliono è un mondo democratico, nel quale ogni cultura abbia il diritto di eleggere liberamente i propri capi, il diritto di formare unioni lavorative, e il diritto di proteggere le proprie risorse.
New York City è il motore dell’economia mondiale ed è la sede delle maggiori corporazioni del mondo. New York sede del “World Trade Center”, il quale fu fondato nel 1960 da David Rockefeller, ed è anche la sede del New York Stock Exchange, nel quale i ricchi effettuano i loro investimenti per divenire ancora più ricchi. Con la fine della sicurezza sociale, la gente comune americana si trova costretta a giocarsi il futuro nella Borsa o nei fondi comuni. Questa economia speculativa non potrà resistere a lungo, e quando si spaccherà non saranno le banche a soffrire, loro ci guadagnano in ogni caso, ma bensì la gente comune che ora si muove come un gregge confuso.
Superpotenza Militare
Nessuno può avere dubbi sul fatto che l’America disponga del più potente esercito al mondo. La domanda è:
“Ha usato l’America questo potere in una maniera oppressiva, aggressiva, ostinata così come la Babilonia descritta dalle Scritture?”
Il “gregge confuso” è stato spinto a credere che le azioni militari degli USA vengano effettuate solo quando degli interessi nazionali di vitale importanza sono in pericolo, o quando un popolo democratico venga minacciato dal Comunismo o da dittature di estrema destra, o nel caso di invasioni illegali contro nazioni sovrane. La maggior parte delle persone ritiene che dopo l’intervento degli USA ritorni la pace e la democrazia torni a prevalere. Non è così.
Superpotenza Politica
Essendo il motore dell’economia mondiale ed avendo l’esercito più potente al mondo è evidente che gli USA debbano avere di conseguenza anche il dominio politico. Comunque, la Bibbia ci parla di un altro superpotere che sarà in possesso di Babilonia. Geremia 51:44 riferisce che tutte le nazioni del mondo la invocheranno prima della sua fine. Apocalisse 17:18 dice che la città di Babilonia dominerà sui re della terra.
In Apocalisse 18:9-10 vediamo come i re della terra dichiarano che Babilonia è la “città del potere.”
New York adempie perfettamente le profezie delle scritture, visto che essa è la dimora del corpo governante del pianeta Terra: le Nazioni Unite [ONU].
 Questo semplice fatto è già di per sé sufficiente a rendere New York la città più importante al mondo. E’ qui che si stipulano i contratti, si tracciano i confini e le vite vengono comprate e vendute (Apocalisse 18:13). Alcuni potrebbero dubitare del fatto che le Nazioni Unite abbiano un tale potere. Perché parliamo del potere delle Nazioni Unite? Gli unici a limitare i diritti delle Nazioni Unite sono proprio gli Stati Uniti, i quali hanno ripetutamente ignorato il volere delle Nazioni Unite. gli USA sono la sola nazione che si è opposta ad alcune iniziative dell’ONU. Pur avendo un grande potere, l’ONU deve comunque arrendersi allo strapotere degli Stati Uniti d’America.
Inoltre troviamo scritto che dopo la distruzione improvvisa e catastrofica di Babilonia, ciò che vi rimarrà verrà attaccato dall’Anticristo con il suo esercito: “Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta, la spoglieranno e la lasceranno nuda, ne mangeranno le carni e la consumeranno con il fuoco. Infatti Dio ha messo nei loro cuori di eseguire il suo disegno che è di dare, di comune accordo, il loro regno alla bestia fino a che le parole di Dio siano adempiute. La donna che hai vista è la grande città che domina sui re della terra” (Apocalisse 17:16-18).
Queste parole ci parlano di come le nazioni della terra si ribelleranno al giogo che Babilonia le imponeva e si rivolgeranno al falso messia, l’anticristo, con le sue “soluzioni” [false] per “risanare” tutto il mondo e gli permetteranno di governare su di loro.
La cultura materialistica, consumistica e legata ai piaceri sensuali senza considerarne le conseguenze è stata senza dubbio ispirata da Satana all’America. E sarà proprio l’Anticristo che verrà per mettere in guardia gli USA dai pericoli del progresso, del consumismo e della miseria di una vita senza spiritualità.
Maggiore città portuale, maggiore città e città con il maggior numero di ebrei esiliati.
New York City è senza dubbio la maggior città portuale al mondo.
Quello che molti ignorano è invece che quando una nave arriva a New York provenendo dal sud, si deve imbattere nel municipio di Long Island chiamato “Babylon” (Babilonia). Questa scritta è a caratteri cubitali, per cui tutti quanti che passano di lì non possono non vederla. La comunità di Babilonia è composta da 200’000 persone, principalmente ebree. In essa si trova un aeroporto e due università. Questa comunità prende il nome di Babilonia, in quanto secondo degli studi delle Scritture fatti da i primi emigranti ebrei in America, l’Antica Babilonia sarebbe dovuta essere rifondata ad ovest del Nilo. In nessun’altra città del mondo vi è una comunità che prende il nome di Babilonia.
In nessun’altra città si trovano tanti ebrei come a New York e il numero degli ebrei presenti negli Stati Uniti è superiore a quello degli ebrei che vivono in Israele e in Russia messe assieme. Questo è un dato “interessante”, ma uscire da Babilonia vuol significare soprattutto qualcosa di più profondo e importante, poichè il popolo di Dio è quello che Gesù Cristo ha chiamato a sè, il popolo che ha guadagnato tramite il suo sangue, i suoi figli che credono in Lui e nel suo Nome, non ha importanza a quale nazionalità appartengano (Apocalisse 7:19,27)
Egli dice al suo popolo di “uscire da Babilonia”, affinchè non passi le stesse pene che sono riservate ad essa. (Apocalisse 18:4)
In Geremia 50:40, viene detto che Babilonia verrà ridotta come Sodoma e Gomorra e le città loro vicine. Per comprendere meglio cosa vuol veramente significare “uscire da Babilonia” è utile qui ricordare che Lot e la sua famiglia, gli unici giusti presenti nelle città, furono fatti uscire da Sodoma proprio per non subìre la sorte che incombeva su di essa. Dio diede però un ordine a Lot e alla sua famiglia: di non voltarsi indietro mentre si allontanavano, ma la moglie di Lot si voltò e volle dare un ultima occhiata alla città; chissà forse in quel momento rimpiangeva i bei vestiti e gioielli che aveva dovuto abbandonare e che erano rimasti nella città, forse rimpianse le feste e l’effimera agiatezza che la città gli avea procurato fino ad allora, e subì la stessa sorte degli abitanti della città. In realtà la moglie di Lot stava lasciando fisicamente la città ma non ne era convinta, il suo cuore era rimasto attaccato alle cose di quelle città empie e perverse, in realtà non aveva mai abbandonato quella città con i suoi idoli e le sue empie usanze poichè le conservava dentro di sè. Dio quindi chiede sì di abbandonare fisicamente Babilonia ma anche e soprattutto spiritualmente, per non essere complice delle sue malìe. Dio chiede di abbandonare completamente tutte le seduzioni, i falsi idoli che provengono da essa e che si oppongono alla verità dell’Eterno, al culto del vero Dio.
La città più ricca:
sembra che metà dei capitali mondiali si trovino a New York. Questo significa che il 50% dei soldi mondiali sono situati a New York. Questo dato è verosimile se si considera che a New York vi sono la Banca Mondiale, la NYSE e molte altre banche internazionali.
Inoltre, dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli USA si sono trovati ad avere il controllo di entrambe le parti degli oceani. Essa è quindi la prima vera potenza globale della storia del mondo. Nel 1948, George Kennan, che diresse il Dipartimento di Stato fino al 1950, scrisse un documento intitolato Piano di Studio delle Politiche, nel quale vi era anche scritto:
“abbiamo circa il 50% delle ricchezze mondiali ma solo il 6,3% della popolazione… in questa situazione, è evidente che non possiamo evitare di suscitare invidia e risentimento nei nostri confronti. La nostra vera missione per il prossimo futuro è di pianificare degli accordi che ci permettano di mantenere questa condizione di disparità… Per far ciò dobbiamo fare a meno di tutti i sentimentalismi e dei sogni a occhi aperti, ma bensì porre attenzione ai nostri obiettivi immediati …Dobbiamo finire di parlare di obiettivi irreali come i diritti umani, il miglioramento delle condizioni di vita e la democratizzazione. Il giorno nel quale si parlava di potere in modo onesto è ormai lontano.” (tratto da What Uncle Sam Really Wants, di Noam Chomsky, Odonian Press, 1986, pp. 7, 9-10)
La caduta di Babilonia
La caduta di Babilonia avverrà in tre fasi. Il primo sarà il giudizio di Dio che porterà alla distruzione della “grande città” di Babilonia. Il secondo sarà un attacco dell’Anticristo e dei dieci re che andranno a colpire ciò che sarà rimasto di essa. L’ultima fase della caduta di Babilonia sarà la sua completa e totale distruzione al termine della Tribolazione.
Fase Uno
La distruzione della “grande città” di Babilonia avverrà all’improvviso, senza preavviso, e quando essa sarà al massimo del suo potere.
Apocalisse 17:18, Prima dell’inizio del giudizio, la città verrà chiamata “..la grande città che impera sui dieci re della terra.”
Apocalisse 18:7-8, “.. ella dice in cuor suo: Io seggo regina e non son vedova e non vedrò mai cordoglio; perciò in uno stesso giorno verranno le sue piaghe”.
Apocalisse 18:10, “standosene da lungi per tema del suo tormento diranno: Ahi! ahi! Babilonia, la gran città, la potente città! Il tuo giudizio è venuto in un momento!”
Apocalisse 18:15-19: “I mercanti di queste cose che sono stati arricchiti da lei se ne staranno da lungi per tema del suo tormento, piangendo e facendo cordoglio, e dicendo: Ahi! ahi! La gran città ch’era vestita di lino fino e di porpora e di scarlatto, e adorna d’oro e di pietre preziose e di perle! Una cotanta ricchezza è stata devastata in un momento. E tutti i piloti e tutti i naviganti e i marinari e quanti trafficano sul mare se ne staranno da lungi; vedendo il fumo dell’incendio d’essa esclameranno dicendo: Qual città era simile a questa gran città? E si getteranno della polvere sul capo e grideranno, piangendo e facendo cordoglio e dicendo: Ahi! ahi! La gran città nella quale tutti coloro che avevano navi in mare si erano arricchiti con la sua magnificenza! In un momento ella è stata ridotta in un deserto.”
Geremia 50:31-32, “Eccomi a te, o arrogante, dice il Signore, l’Eterno degli eserciti; poiché il tuo giorno è giunto, il tempo ch’io ti visiterò. L’arrogante vacillerà, cadrà, e non vi sarà chi la rialzi”
Geremia 51:7-8, “Babilonia era nelle mani dell’Eterno una coppa d’oro, che inebriava tutta la terra; le nazioni han bevuto del suo vino, perciò le nazioni son divenute deliranti. A un tratto Babilonia è caduta, è frantumata. Mandate su di lei alti lamenti”
Il fatto che la fase uno avverrà quando Babilonia sarà al massimo del suo splendore ci fa capire che accadrà prima che essa verrà attaccata dall’Anticristo. Ciò è la prova che la catastrofe che provocherà la distruzione della grande città capiterà abbastanza presto nel periodo della tribolazione.
La grande città di Babilonia crollerà come conseguenza alla seconda tromba del giudizio di Apocalisse 8:8: “Poi suonò il secondo angelo, e una massa simile ad una gran montagna ardente fu gettata nel mare; e la terza parte del mare divenne sangue”.
Quella che potrebbe essere una meteora gigante impatterà nell’Oceano Atlantico, e vediamo come l’angelo in Apocalisse 18:21 offre una descrizione della natura della caduta di Babilonia “Poi un potente angelo sollevò una pietra grossa come una gran macina, e la gettò nel mare dicendo: Così sarà con impeto precipitata Babilonia, la gran città, e non sarà più ritrovata”.
Geremia 51:42 conferma questa ipotesi: “Il mare è salito su Babilonia; essa è stata coperta dal tumulto dei suoi flutti” [maremoto]. Comunque, il verso seguente ci indica la condizione finale di Babilonia; essa sarà una terra arida e una desolazione. Questa è un ulteriore conferma che si tratta di un grande tsunami o di un’enorme ondata di mare, la quale distruggerà la Costa Orientale degli Stati Uniti, New York City, lasciando poi solo desolazione e deserto.
Per ulteriori conferme che la distruzione della città di Babilonia sarà il risultato del giudizio di Dio potete vedere Isaia 13:5 e Geremia 50:25; Geremia 50:46 dice anche: “Al rumore della presa di Babilonia trema la terra, e se n’ode il grido fra le nazioni”.
Fase Due
L’Anticristo e i dieci re attaccheranno ciò che rimarrà di Babilonia e porteranno il loro Nuovo Ordine Mondiale.
La Bibbia spiega chiaramente che l’Anticristo sorgerà da un governo mondiale precedentemente stabilito, guidato da dieci re:[l'Europa]
“Ed egli mi parlò così: ‘La quarta bestia è un quarto regno sulla terra, che differirà da tutti i regni, divorerà tutta la terra, la calpesterà e la frantumerà. Le dieci corna sono dieci re che sorgeranno da questo regno; e, dopo quelli, ne sorgerà un altro, che sarà diverso dai precedenti, e abbatterà tre re. Egli proferirà parole contro l’Altissimo, ridurrà allo stremo i santi dell’Altissimo, e penserà di mutare i tempi e la legge; i santi saran dati nelle sue mani per un tempo, dei tempi, e la metà d’un tempo.” (Daniele 7:23-25)
L’Anticristo e i dieci re che governeranno il governo mondiale attaccheranno Babilonia per renderla in schiavitù: “Poiché Iddio ha messo in cuor loro di eseguire il suo disegno e di avere un medesimo pensiero e di dare il loro regno alla bestia finché le parole di Dio siano adempite.” (Apocalisse 17:17-18)
Fase Tre
Il risultato finale di Babilonia sarà la sua completa e totale distruzione:
E le dieci corna che hai vedute sono dieci re, che non hanno ancora ricevuto regno; ma riceveranno potestà, come re, assieme alla bestia, per un’ora. (Apocalisse 17.12) Poiché, ecco, io suscito e faccio salire contro Babilonia un’adunata di grandi nazioni dal paese del settentrione, ed esse si schiereranno contro di lei; e da quel lato sarà presa. Le loro frecce son come quelle d’un valente arciere; nessuna d’esse ritorna a vuoto. (Geremia 50:9)
La sua punizione arriva sino al cielo, si innalza fino alle nuvole (Geremia 51:9b)
Babilonia verrà distrutta in un’ora da molte frecce che verranno lanciate da delle nazioni e che produrranno una punizione che arriva fino al cielo, che si alzerà fino alle nuvole…vi viene in mente che tipo di armi possono produrre questi effetti e in così breve tempo?…un’ora.
Isaia 13:19-22: “E Babilonia, lo splendore de’ regni, la superba bellezza de’ Caldei, sarà come Sodoma e Gomorra quando Iddio le sovvertì. Essa non sarà mai più abitata, d’età in età nessuno vi si stabilirà più; l’Arabo non vi pianterà più la sua tenda, né i pastori vi faran più riposare i lor greggi; ma vi riposeranno le bestie del deserto, e le sue case saran piene di gufi; vi faran la loro dimora gli struzzi, i satiri vi balleranno. Gli sciacalli ululeranno nei suoi palazzi, i cani salvatici nelle sue ville deliziose. Il suo tempo sta per venire, i suoi giorni non saran prolungati.”
Geremia 51:25-26: “Eccomi a te, o montagna di distruzione, dice l’Eterno; a te che distruggi tutta la terra! Io stenderò la mia mano su di te, ti rotolerò giù dalle rocce, e farò di te una montagna bruciata. E da te non si trarrà più pietra angolare, né pietre da fondamenta; ma tu sarai una desolazione perpetua, dice l’Eterno.”
Apocalisse 18:2: “Ed egli gridò con voce potente, dicendo: Caduta, caduta è Babilonia la grande, ed è divenuta albergo di demoni e ricetto d’ogni spirito immondo e ricetto d’ogni uccello immondo e abominevole.”