mercoledì 28 dicembre 2011

cernòbyl 25 anni fa. l'apocalisse di giovanni e la stella assenzio. 5 pallottole modello 91

San Michele Arcangelo

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il terzo angelo suonò la trombae cadde dal cielo una grande stella,ardente come una torcia,e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque.la stella si chiama assenzio;un terzo delle acque si mutò in assenzioe molti uomini morirono per quelle acque,perché erano divenute amare.
(giovanni, apocalisse: 8,10)

parte prima, l’Esperimentol’Esperimento fu tentato al gruppo 4 appena passata la mezzanotte tra il 25 e il 26 aprile del 1986.
era già stato fatto, l’Esperimento, con il gruppo 3.
e non era riuscito.
bisognava rifarlo.
nei giorni precedenti al 25 aprile, la squadra mise a punto la procedura.per tecnici, funzionari e dirigenti coinvolti, non c’erano punti oscuri.tutto chiaro.
nel pomeriggio del 25 aprile 1986 il gruppo 4 sarebbe stato fermato per un normale ciclo di manutenzione programmata.visto che si andava a spegnere, si sarebbe provato a vedere il comportamento del reattore in caso di avaria.
tutto era pronto, quel pomeriggio del 25 aprile 1986.ma il gestore di rete vietò di spegnere il gruppo 4.non si poteva lasciare il paese al buio. non si potevano fermare le fabbriche, le acciaierie.
così fu ordinato al gruppo 4 di lavorare ancora qualche ora e di rinviare di 9 ore l’Esperimento.
passò la mezzanotte tra il 25 e il 26 aprile.
la squadra che aveva studiato la procedura se ne andò a casa.
in sala controllo entrò il nuovo turno.che dovette improvvisare l’Esperimento che non conosceva.
cominciarono la procedura per l'Esperimento esattamente 25 anni fa, alla stessa ora in cui io sto scrivendo queste parole.
all’1,23 e 45 secondi, l’esplosione.
parte seconda, la terra nerain ucraina ero passato di sfuggita anni fa, viaggiando in macchina da rostov, sul mar d’azov alla foce del don, e andando verso mosca.a fianco della statale, per centinaia di chilometri, solamente i girasoli su una terra nera, nerissima, come se fosse fatta con carbone sbriciolato.
durante quel viaggio una mattina un uomo mi avvicinò.era vecchio.un uomo molto vecchio.
il vecchio mi disse: “siete i primi italiani che vedo da 60 anni”.
un calcolo mentale, e sentii la storia attraversarmi la schiena.
il vecchio con poche parole di vita personale esprimeva il dramma collettivo, nomi come divisione cosseria, divisione julia, divisione ravenna e tante altre.
decine di migliaia di persone che non tornarono a casa.

quel posto fatto di nulla, di girasoli e di terra nera, in quel momento era il centro del mondo, dove tutto si condensa, dove avviene tutto.
quel vecchio allungò la mano e mi diede un cartafaccio fatto con una pagina di giornale russo. dentro c’era qualcosa.
io aprii l’involto.
dentro c’erano cinque cartucce di moschetto 91. cartucce italiane. cariche: bossolo e proiettile. cartucce non sparate, pronte per il caricatore.
“le ho raccolte stamattina all’alba in riva al fiume per voi.queste sono vostre, italiane.le avete lasciate voi, una volta.ve le restituisco”.
non sapevo dove guardare, imbarazzato per la storia e per il dramma che quel vecchio qualunque mi stava passando dalla sua mano alla mia mano.
tutto era passato di lì, per quel posto fatto nulla, di girasoli e di terra nera e di cinque pallottole italiane per moschetto 91. quello era il centro del mondo, dove tutto si condensa, dove avviene tutto.
parte terza, la stanza buia al centro del mondosono tornato in ucraina molti anni dopo.un mese e mezzo fa ero nella sala controllo del gruppo 4. primo giornalista che vi entrava (ufficialmente) 25 anni dopo l’Esperimento.
la sala controllo è un bunker di cemento senza alcuna finestra e senza più luce.buio, bisogna entrare con una torcia elettrica.il cemento del pavimento è coperto da un dito di polvere.non si può toccare niente, non le pareti di cemento armato sulle quali sono depositati i radionuclidi.se qualcosa cade in terra, nella polvere, si contàmina.
in un angolo della stanza nera sono schiacciate decine di cicche di sigaretta: non si può fumare da nessuna parte, e allora vengono in questo bunker buio a far lampeggiare di nascosto la brace delle parliament pacchetto blu.
sulle consolle di acciaio grigio e sugli armadi elettrici erano allineati a centinaia gli indicatori, gli orologi, i pulsanti, le spie luminose.tutto è stato smontato.oggi sulle lamiere impolverate ci sono centinaia di buchi allineati, orbite vuote senza più oggi.sotto i buchi ci sono i resti dei fasci di cablaggi.alla parete di fondo, lo schema del gruppo 4, centinaia di quadratini (quelli della barre di controllo, quelli delle barre di potenza, quelli della barre di moderazione) e in ogni quadratino un buchetto che ospitava una spia luminosa, strappate anch’esse.
con il telefonino, ho rubato due brevi filmini, una ventina di secondi l'uno, senza qualità alcuna.
 
 
sono due spezzoni miei, non hanno alcun valore se non come testimonianza.
qui, in questo bunker buio, la notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, i tecnici con la cuffia bianca come quella che indosso io, con il càmice bianco come questo, hanno seguito gli appunti dell’Esperimento lasciati dai colleghi, hanno girato gli interruttori che erano qui davanti dove oggi ci sono i buchi e i cablaggi strappati, hanno seguìto i dati su indicatori e orologi, hanno sbagliato.
in questo posto fatto di nulla, una stanza nera di cemento, in questo bunker polveroso e senza luce, tutto si condensa, tutto avviene.
parte quarta, la stella assenzioil testo dell’apocalisse, scritto in greco antico, è attribuito a giovanni l’evangelista.
apocalisse non significa catastrofe. apocalisse, in greco, significa "svelamento".
significa "rivelazione di una cosa nascosta".
eccone un passo:
il terzo angelo suonò la trombae cadde dal cielo una grande stella,ardente come una torcia,e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque.la stella si chiama assenzio;un terzo delle acque si mutò in assenzioe molti uomini morirono per quelle acque,perché erano divenute amare.
(giovanni, apocalisse: 8,10)
per duemila anni, questo passo non aveva alcun senso.l’assenzio è un’erba il cui succo amarissimo può dare allucinazioni.
però se si va sul dizionario di russo dal’, nell’edizione originale, è la copia anastatica dell'edizione del 1912 del dizionario, a pagina 659 del volume 4 (pagina 1318 della numerazione integrale), colonna di destra, sopra la metà pagina, si scopre una cosa.

si scopre che in ucraino cernobyl significa assenzio.

(lo stesso accade in cèco, altra lingua slava come l’ucraino e il russo: l’artemisia absinthium (assenzio) si chiama pelynek cernobyl).
ripercorro il passo dell'apocalisse usando la parola ucraina di assenzio.
e il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella, ardente come una torcia, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque, e la stella si chiama cernobyl; un terzo delle acque si mutò in cernobyl e molti uomini morirono per quelle acque, perché erano divenute amare.
tutto passa di lì, quello il centro del mondo dove le cose si condensano.ogni cosa è illuminata.

lunedì 26 dicembre 2011

Apocalisse 2012: La copertina del libro "franco"

Apocalisse 2012: La copertina del libro "franco": La prentazione del libro avrà luogo il 19 marzo 2012 al Teatro della...

La copertina del libro "franco"


































































 La prentazione del libro avrà luogo il 19 marzo 2012 al Teatro della Concordia in Piazza Michelangelo a Venaria Reale alle ore 21.00



















French experience of my book "franco"

La copertina del libro autobiografico romanzato in cui si raccontata una storia, la storia di un uomo, il cui destino è già segnato prima della sua venuta su questa terra. Come ognuno di noi nasce, non per caso, ma per assolvere ad un compito ben preciso e profetico; lasciandosi trasportare dagli eventi, dietro i quali, il mistero si manifesta nella sua totalità, raccoglierà i messaggi divini per annunciarli al mondo. Nulla nella nostra vita è a caso, facendo molta attenzione, liberandoci da ogni pregiudizio, da ogni  preconcetti, da ogni attaccamento materiali e spogliandosi di tutto, come per incanto, un mondo nuovo e ignoto si scoprirà all'orizzonte. Un nuovo mondo, un orizzonte di luce infinita che illumina il futuro cammino fino alla fine dei nostri giorni su questa terra, per raggiungere l'eterna infinita vita rivelata nello Spirito con l'abbandono del corpo già su questa terra.


franco

"franco"




La presentazione del libro avrà luogo al Teatro della Concordia  in Piazza Michelangelo  a Venaria Reale alle ore 21,00 del 19 Marzo 2012

































































































































French experience of my book "franco"

La copertina del libro autobiografico romanzato in cui si raccontata una storia, la storia di un uomo, il cui destino è già segnato prima della sua venuta su questa terra. Come ognuno di noi nasce, non per caso, ma per assolvere ad un compito ben preciso e profetico; lasciandosi trasportare dagli eventi, dietro i quali, il mistero si manifesta nella sua totalità, raccoglierà i messaggi divini per annunciarli al mondo. Nulla nella nostra vita è a caso, facendo molta attenzione, liberandoci da ogni pregiudizio, da ogni  preconcetto, da ogni attaccamento materiale e spogliandosi di tutto, come per incanto, un mondo nuovo e ignoto si scoprirà all'orizzonte. Un nuovo mondo, un orizzonte di luce infinita che illumina il futuro cammino fino alla fine dei nostri giorni su questa terra, per raggiungere l'eterna infinita vita rivelata nello Spirito con l'abbandono del corpo già su questa terra.

venerdì 18 novembre 2011

La macchina del tempo esiste ed � in Vaticano



di Daniela Ghio - Il Gazzettino del 3 agosto 2002
Sarebbe nascosta in Vaticano la macchina del tempo inventata da padre Pellegrino Ernetti
La notizia ha del sensazionale: in Vaticano verrebbe tenuta gelosamente nascosta una macchina capace di vedere il passato, attraverso una sorta di televisore. Uno strumento scientifico portentoso e fantastico, che potrebbe divenire pericoloso per l'intera umanit�: il "cronovisore�, cos� si chiama la scoperta, captando gli eventi del passato, li farebbe vedere come si sono realmente svolti, svelando anche rischiosi segreti. La macchina sarebbe stata inventata da un ricercatore italiano, padre Pellegrino Alfredo Maria Ernetti, monaco benedettino, conosciutissimo esorcista, musicologo di fama internazionale e scienziato, vissuto a Venezia, nel convento benedettino dell'isola di San Giorgio Maggiore, dove � morto otto anni fa, nel 1994.
A rivelare la scoperta 
 un libro "bomba" appena pubblicato in Francia, a Parigi, dalle Edizioni Albin Michel: "Le noveau mystare du Vatican" (Il nuovo mistero del Vaticano") del teologo francese padre Francois Brune. Brune � un personaggio assai noto in Francia: professore di teologia, ha pubblicato libri di notevole impegno, accolti sempre con grande interesse anche dalla stampa laica. Il suo nome, come quello della casa editrice, sono una garanzia di serietà scientifica e per questo il volume che ha dedicato al cronovisore ha riaperto congetture e discussioni infuocate, diventando una miscela esplosiva.
Della sconvolgente apparecchiatura aveva già parlato intorno agli anni '70 lo stesso padre Ernetti in numerose interviste e pubblicazioni, e ai suoi allievi di prepolifonia al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. La scoperta aveva suscitato un putiferio. Da una parte c'erano infatti sostenitori entusiasti: se era possibile rivedere il passato, la macchina avrebbe sciolto definitivamente tutti i dubbi restanti su eventi fondamentali che avevano cambiato la storia del mondo.
Dall'altra c'erano le persone spaventate: il cronovisore poteva rivelarsi uno strumento pericoloso per carpire segreti e mettere a rischio la sicurezza dell'umanit�.
Le discussioni non finivano mai ed erano soprattutto gli uomini di Chiesa i pi� coinvolti.
Poi improvvisamente il benedettino si trincer� in un rigoroso silenzio, spiegando che aveva ricevuto ordini in proposito dal Vaticano, l'interesse and� lentamente scemando e dopo qualche anno della �macchina del tempo" non si parl� pi�.
Il libro di padre Brune rivela fatti inediti, retroscena incredibili, dettagli sconcertanti, indica nomi di personalit� al di sopra di ogni sospetto, di scienziati famosi, indica date, circostanze precise, riporta documenti straordinari, lunghe conversazioni con padre Ernetti e il tutto, cucito insieme, diventa una valanga documentale cui � difficile fare opposizione.
Il volume dimostra con dovizia di prove che il cronovisore � realmente esistito, anche se l�argomento �, a detta dello stesso autore, ai limiti della fantascienza.
Negli anni '60 un gruppo di scienziati, tra cui padre Pellegrino, sarebbe riuscito a captare le onde visive e sonore del passato concreto ter�restre, con una macchina che sa�rebbe in grado di ricostruire non solo i fatti e i detti della vita di cia�scuno, ma addi�rittura la storia.
La scoperta parte da un principio di alta fisica: ciascuno d� noi, a mano a mano che passano i secondi, nelle ore, nei giorni, nei mesi e negli anni della vita presente, lascia dietro di s� come una doppia scia, "visiva e sonora", poich� ogni uomo altro non � che energia visiva e sonora. �Tutta la nostra ''fisionomia" -spiega Ernetti nel saggio "Bibbia, teologia; magia e scienza" del 1987- � energia visiva che si sprigiona da noi, dalla nostra epidermide, e tutte le parole che noi diciamo sono energia sonora. Ora, ogni energia, una volta emessa, non si distrugge pi� semmai si trasforma, per� resta eterna nello spazio aereo. Occorrono strumenti che captino queste energie e le ricostruiscano in maniera tale da ridarci la persona o l'evento storico ricercato: quindi noi avremo tutto il presente nel tempo e nello spazio�. Con il cronovisore, racconta Brune, il gruppo di scienziati guidato dal monaco benedettino fece ricerche dapprima su Mussolini, poi su Napoleone, quindi pass� ad avvenimenti dell'et� romana e assistette alla rappresentazione di alcune famose tragedie. Di una di queste, scritta da Quinto Ennio, che si intitolava "Thiestes" della quale si conosceva solo qualche breve citazione, trascrisse l'intero testo come venne recitato a Roma nel 169 a.C., durante i giochi pubblici in onore di Apollo. Padre Ernetti raccont� a padre Brune di aver visto anche tutto lo svolgimento della Passione, della morte e della Resurrezione di Cristo.
Nel suo libro Brune afferma che la macchina, composta da tre gruppi di elementi, si trova �sequestrata" in Vaticano. Padre Ernetti, spaventato dall'importanza incredibile della sua scoperta, si era confidato con i propri superiori e con le autorit� vaticane C'era stata una riunione segreta con il papa e poi, di comune accordo, la macchina era stata ritirata e nascosta in Vaticano. A padre Ernetti era stato imposto di non fare pi� pubbliche dichiarazioni su quell'argomento, ma non gli era stato proibito di parlarne con gli amici in privato. E cos� aveva confidato tutto all'amico teologo francese.
Chi scrive ha conosciuto personalmente padre Ernetti, era un sacerdote dotato di grande carisma e umanit�. Una persona semplice e onesta, tutta dedita ai sudi studi sulla prepolifonia, sulla pneumofonia e all�attivit� di esorcista della diocesi di Venezia, carica che ha ricoperto per quasi trent'anni. Non mi ha mai parlato della macchina del tempo. Del resto oggi nessuno ne sa pi� niente e tutta la vicenda ha assunto un aspetto davvero misterioso. Forse il volume di Brune porter� finalmente alla luce la realt�.

lunedì 14 novembre 2011

Riflessioni su Steve Jobs


Steve Jobs (24 febbraio 1955Palo Alto, 5 ottobre 2011)

Steve Jobs Neutrality Ricevo e volentieri pubblico questa riflessione dopo la scomparsa del geniale fondatore della Apple CARLO BLENGINO*

TORINO
Steve Jobs
ha cambiato il mondo?
Ho un amico, grande studioso del mondo dell’informatica e di internet, che quando prende in mano un ipad sta male. Quell’oggetto, bellissimo e geniale, rappresenta per lui l’archetipo di un tradimento: l’inizio della fine di internet. Ne è affascinato e ne riconosce la perfezione formale e funzionale, ma soffre nel maneggiarlo, conscio del fatto che in quella tavoletta c’è tutto, ma solo il tutto che la Apple ha deciso debba esserci: e tutto quel che c’è appartiene, più o meno direttamente, alla Apple, o dalla Apple proviene.

Personamente godo ogni giorno dei vantaggi dell’ipad, e non condivido affatto la sua sofferenza (ed anzi soffro quando devo usare Ubuntu sul suo netbook), ma ne intuisco le ragioni.

Così come, pur non condividendone la rozzezza, comprendo le ragioni dell’annuncio dato ieri da Richard Stallman sul suo blog : E’ morto Steve Jobs, il pioniere del computer immaginato come una fichissima prigione, progettata per separare gli sciocchi dalla loro libertà.

E' lecito, e in una certa misura dovuto, il tributo che il mondo occidentale riconosce a Jobs.

Rimango perplesso quando unanimemente si decanta e si esalta la Sua “visione”, se per essa intendiamo quei prodotti perfetti, costruiti per sfruttare internet e monetizzare ogni dato ed ogni fruizione, senza rischi, ma con una libertà ben delimitata e dai confini invalicabili. Nulla di male, ma certamente quella visione non coincide con la visione di chi internet ha realizzato e con il web lo ha reso lo straordinario strumento di comunicazione libera e indipendente che conosciamo. Ed è questa la “visione” che dobbiamo onorare e che dobbiamo preservare per il futuro.

Con un ipad in mano puoi parlare di net neutrality e di content neutrality, ma non può esser l'ipad ad incarnarne il simbolo delle straordinarie nuove libertà della rete.

Quando solo alcuni giorni fa il giochino Phone Story (http://www.phonestory.org/) realizzato da Molleindustria è stato bannato dall'Apple Store per ragioni risibili, una piccola, per quanto insignificante macchiolina si è posata sugli schermi lucidi dei nostri iphone.

Un anno fa Tim Wu, colui che dalla Columbia University per primo tratteggiò il principio della Network neutrality, in un intervista al NYTimes individuava nella Apple di Jobs il possibile nemico (http://bits.blogs.nytimes.com/2010/11/14/one-on-one-tim-wu-author-of-the-master-switch/). Manie da accademici, o forse invidia diranno in molti. Può darsi.

Certo è che alcune affermazioni che in questi giorni leggiamo sui giornali e vediamo in televisione con l'enfasi della santificazione sono davvero singolari. Non so se Steve Jobs abbia cambiato il mondo. So che lo hanno cambiato Vint Cerf, Tim Berners Lee e decine di anonimi ingegneri che nelle università condividono il loro lavoro su internet realizzando la rete come oggi la conosciamo. So che lo ha cambiato Wikipedia (di cui pochi conoscono il nome del fondatore) che ha reso concreta quell'intelligenza collettiva che dalla periferia della rete è alimentata. A costoro dobbiamo essere profondamente grati.

Steve Jobs ha realizzato e venduto oggetti bellissimi, innovativi e rivoluzionari che rendono la vita un po' più facile e anche divertente. Tutti gliene siamo grati, e lo abbiamo già dimostrato, pagando il dovuto per i suoi prodotti.

Liu Xiaobo: "Nobel della pace" al dissidente cinese La rabbia di Pechino: "E' un'oscenità"


Il riconoscimento a Liu Xiaobo che sta scontando la condanna a undici anni di prigione. Obama e l'Europa: «Adesso liberatelo»
Liu Xiaobo "Nobel per la Pace" (Changchun, 28 dicembre 1955)
 
Liu Xiaobo ha definito Internet " Un dono di Dio"
OSLO
Il dissidente cinese Liu Xiaobo, che sta scontando una condanna a 11 di prigione, ha vinto il premio Nobel per la pace. La Cina ha reagito con rabbia, affermando che la decisione del comitato norvegese per il Nobel, è «un'oscenità» che «vìola completamente i principi» dello stesso premio.

Soddisfatti invece diversi leader occidentali, fra cui il presidente americano Barack Obama, vincitore del Nobel per la pace dell’anno scorso, che ha chiesto la liberazione del dissidente. Il premio a Liu Xiaobo, ha affermato oggi il comitato per il Nobel, è un riconoscimento della «lunga e non violenta battaglia in favore dei diritti umani» condotta per due decenni dal dissidente.

Spiegando i motivi della scelta il presidente del comitato norvegese Thorbjoern Jagland ha affermato che «la Cina, seconda economia del mondo, deve aspettarsi di essere sotto stretta osservazione man mano che diventa più potente, come gli Usa dopo la seconda guerra mondiale». «Mentre la Cina cresce - ha proseguito - abbiamo il diritto di criticarla, noi vogliamo far avanzare le forze che vogliono che la Cina diventi più democratica».

Nella motivazione della scelta si legge che «la Cina viola diversi accordi internazionali dei quali è firmataria, così come la sua stessa legislazione in merito ai diritti umani: mentre la Costituzione garantisce la libertà di espressione, è stato provato che essa è negata ai cittadini cinesi». In una nota diffusa sul suo sito web, il ministero degli esteri cinese sostiene che Liu Xiaobo è «un criminale« che è stato condannato «dalla giustizia cinese». La decisione è destinata a «nuocere alle relazioni tra la Cina e la Norvegia», il cui ambasciatore a Pechino è stato subito convocato dalle autorità cinesi.

Il ministero degli esteri cinese ricorda che secondo le parole del suo fondatore Alfred Nobel, il premio per la pace deve essere assegnato a «persone che hanno promosso la fratellanza tra le nazioni, l’abolizione o la riduzione degli armamenti e che si sono sforzate di promuovere iniziative di pace». Le «azioni» di Liu Xiaobo, conclude il comunicato, sono «completamente contrarie» a questi principi. Liu Xia, la moglie del dissidente, che potrebbe vederlo domani in carcere, ha dichiarato di essere «sopraffatta dalla gioia» per il premio che, ha sottolineato, appartiene «a tutti coloro che lavorano per i diritti umani e la giustizia in Cina». In un’isolita atmosfera di felicità e di eccitazione, i dissidenti cinesi hanno detto di sperare ora in un cambiamento in Cina e hanno annunciato che celebreranno la vittoria di Liu Xiaobo con brindisi e fuochi d’artificio.

Liu Xiaobo, un professore di letteratura che oggi ha 54 anni, ha iniziato la sua attività di dissidente nel 1989, schierandosi con il movimento per la democrazia guidato dagli studenti. Subito dopo il massacro che mise fine al movimento, trascorse 18 mesi in prigione e nel 1995 fu condannato a tre anni di »rieducazione attraverso il lavoro«. In questi anni Liu Xiaobo ha continuato a scrivere saggi e articoli critici del regime cinese, diventando una delle voci più ascoltate in patria e all’ estero del dissenso cinese. A fruttargli la pesante condanna a 11 anni - inflittagli per il reato di «istigazione alla sovversione dei poteri dello Stato» - è stata la sua partecipazione alla stesura di Carta08, un documento che chiede la fine del regime a partito unico e l’ instaurazione di un sistema pienamente democratico in Cina. L’unico altro premio Nobel per la pace ad un personaggio scomodo per la Cina fu assegnato al Dalai Lama nel 1989, pochi mesi dopo il massacro di studenti e cittadini di piazza Tiananmen.

Lo stesso leader tibetano ha espresso oggi la sua soddisfazione e inviato le sue congratulazioni a Liu Xiaobo. Il presidente americano Barack Obama ha chiesto alla Cina di rilasciare Liu Xiaobo al più presto possibile. «Negli ultimi 30 anni - ha affermato Obama - la Cina ha fatto notevoli progressi nel migliorare la vita dei suoi cittadini, portando centinaia di milioni di persone fuori dalla povertà. Ma questo premio ci ricorda che la riforma politica non c’è stata e che i diritti umani basilari di ogni uomo, donna e bambino vanno rispettati». La liberazione «immediata» di Liu Xiaobo è stata chiesta anche dal ministro degli esteri francese Bernard Koucher, dal portavoce del governo tedesco Steffen Seibert e dal presidente del Parlamento Europeo Jerzy Buzek. L’Unione europea si è invece limitata a congratularsi, ma non ha chiesto esplicitamente la liberazione di Liu (cosa che hanno fatto invece singoli Paesi come Francia e Germania). Diversi osservatori ritengono che il premio al dissidente è destinato ad accrescere la pressione internazionale su Pechino, già in difficoltà per le pressanti richieste di sopravvalutare lo yuan e per la crisi diplomatica con il Giappone.