domenica 1 luglio 2012

Il ritorno del Messia

Il ritorno del Messia

L’azione e la personalità di queste entità malvagie erano già state profetizzate proprio dalla Bibbia: si capisce perché le stesse abbiano tentato di screditarla. Gli scritti sacri ci informano che lucifero e i suoi demòni-alieni hanno come scopo la distruzione delle creature di Dio.
I ricercatori che abbiamo fin qui citato, sono quasi tutti collocabili filosoficamente in un’area laica, e spesso ateistica. Purtuttavia hanno tutti intuito l’esistenza di un ‘piano occulto’, e di una ‘intelligenza’ misteriosi che si propongono di distogliere gli sguardi degli uomini da una fonte certa di salvezza.
Ogni uomo, che sia religioso o no, cerca spesso con ansia di darsi risposte circa il significato della sua esistenza terrena, la morte, la possibilità di un'altra vita, l’esistenza o no di un Dio Creatore. Questa umanità alla ricerca, risulta insopportabile per lucifero e per i suoi demòni-alieni.
E’ il caso di notare che la dottrina cristiana, rivela che in un giorno lontano nel remoto passato, in Eden, lucifero partì alla carica per sedurre le prime creature; utilizzò proprio il trucco, ormai scoperto, dell’immagine “parlante e in movimento”. I secoli successivi ci hanno mostrato dello stesso ‘Regista Occulto’ innumerevoli e svariate altre immagini parlanti. Nell’oscurità lucifero, il dio e padre di questo mondo, utilizzando un “paravento ingannatore”, si è “mascherato” prendendo a turno le sembianze di un nostro caro defunto, per convincerci della possibilità di entrare in contatto con gli spiriti e così offrirsi ‘in vece’; si è poi travestito da occultista, per i palati più raffinati, tentando di solleticarli nel grande desiderio di conoscenza insito nella natura umana e ‘rivelando’ vuote e farraginose conoscenze esoteriche, occultistiche, cabalistiche, gnostiche, ermetiche; rimpinzando la mente di pseudoscoperte sui numeri, sui metalli, sulle pietre, sui fiori, sulle piramidi, sulle stelle, sulle acque: su tutto, tranne che sul nostro Padre e Dio vivente e vero. Da Lui ci ha distolti; riempiendoci di nebbia e fumo.
Per i meno esigenti, questo nemico del Padre e degli uomini, si è travestito da paragnosta, da mago, da medium, da cartomante; ha indossato gli abiti della santità nevrotica e allucinata; quelli del taumaturgo, avendo capito che miracoli e guarigioni sono più convincenti di sole parole.
Si è travestito da “angelo di luce”, per distribuire a mo’ di gettoniera grazie e miracoli; pur di rapire lo sguardo dell’uomo sia fisico che spirituale: rapire ipnotizzando, suggestionando, magnetizzando per indirizzare sempre altrove, nei cieli, davanti ad una grotta o sotto un albero frondoso, nel buio della trance, tra le nuvole… purché sia sempre 'altrove'. Affinché l’uomo continui a camminare, di secolo in secolo, sino alla fine del sistema mondiale, non verso la meta, ma incontro all’illusione; non come padrone e protagonista della sua vita, ma come in trance, appeso ai fili di un “burattinaio invisibile”.
La Bibbia rivela che un giorno Dio tornerà sulla terra (28), per ricondurre finalmente l’uomo al suo luogo d’origine. Il luogo ove non si udranno più pianti, né urla di guerra; ove non sarà più possibile vedere scorrere sangue, né piangere morti ammazzati. Un luogo ove poter vivere in amore, pace, libertà, solidarietà non più come sogni dolorosi e passeggeri; ma come momenti eterni, indistruttibili.
Tutta la Bibbia indirizza lo sguardo dell’uomo verso questo grandioso evento; avere lo sguardo rivolto ‘altrove’ può costarci caro. La Bibbia inchioda questo “Regista Occulto”, smascherandolo. Ecco perché esso escogita mille e più trucchi per tenerci lontani da quelle informazioni salvifiche. Angelo di luce, dunque. Ma nella troppa luce si può nascondere l’inferno. L’apostolo Paolo ci ricorda che Satana: “…ha accecato le menti degli increduli affinché la luce della buona notizia della Gloria del Cristo che è l’immagine di Dio, non risplenda loro.. “ (29). La luce dell’angelo ribelle abbaglia; quella di Cristo e del vangelo invece rischiarano. Una luce, quella del Cristo, che non ha bisogno di palcoscenico per poter risplendere, a differenza di lucifero che non può farsi notare senza colpi eclatanti e segni bizzarri.
Qualcuno ha definito il demonio “la scimmia di Dio”. L’apostolo Pietro lo ha dipinto quale “leone ruggente”. Satana ruggisce perché sa che ha poco tempo; sa che il ritorno di Cristo metterà fine al suo dominio e alla sua crudeltà. L’ultimo colpo che gli rimane da assestare è imitare lo stesso ritorno di Cristo. Ma ci ha già pensato: Gesù lo aveva profetizzato, e ai discepoli che gli chiedevano di rivelare la data del suo ritorno aveva detto: “Guardate che nessuno vi seduca. Poiché molti verranno sotto il mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e ne sedurranno molti… Allora, se alcuno vi dice: ‘Il Cristo eccolo qui, eccolo là, non lo credete…perché, come il lampo esce da levante e si vede fino a ponente, così sarà la venuta del Figliuol dell’uomo” (30). E Paolo aveva avuto cura di aggiungere: “Perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insiem con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria…” (31).
Sembra soltanto un gioco di parole: “incontrare il Signore nell’aria”; eppure queste parole sono profezia, e sono anche una salvaguardia. Ci salveranno dalle migliaia di presunti messia che tormentano il nostro tempo. Messia coreani, messia extraterrestri, messia new-agers, messia arancioni o neri. Messia che dovrebbero apparire via satellite, in diretta televisiva; o che dovrebbero costruire una nuova ONU, a Gerusalemme e dintorni; cristi che si dilettano a sfornare ceneri o diamanti a mo’ di souvenir; che mangiano chiodi o vetri; che camminano sui carboni ardenti.
Esattamente la situazione indicata dalle profezie bibliche in relazione al tempo in cui il vero messia apparirà. Notava, forse esageratamente, Pinotti, che nei giorni 24-26 giugno 1982, a Medjugorje c’è stata un’esplosione di fenomeni eclatanti e un’apparizione pubblica della madonna: Questo avvenimento l’hanno visto tutti coloro che erano presenti in chiesa come anche sul monte e nei cortili, sulle strade e sui campi di Medjugorje…dalle ore 6.30 alle 7 del mattino… Uno show in piena regola…e quando? A partire dal 24 giugno, festa solstiziale di San Giovanni Battista, anticipatore della venuta di Cristo; ma anche data di inizio, nel 1947, degli avvistamenti di UFO. Tutto questo ha davvero valenze simboliche comuni? Verrebbe in effetti da pensarlo, tanto più che i fenomeni di Medjugorje hanno appunto avuto inizio il 24 giugno del 1981 (32).
Se Pinotti non esagera, allora il “Regista Occulto” sta preparando, come annunciato dalle profezie bibliche, un falso ritorno del Cristo (33). Ma non potremo essere ingannati: perché la mappa ci dice che il vero Cristo non poserà i piedi sulla terra al suo ritorno; non istituirà nuove leggi o case di preghiera; non potrà apparire in nessun luogo geografico della terra. Accertatevene, studiando di persona. A che scopo inscenare un falso ritorno di Cristo, se non per contraffarre quello vero?
Forse la liberazione del genere umano non è una pia illusione; probabilmente è più vicina di quanto si possa immaginare. Resta sospesa come avvertimento e giuda sicura, una parola di Gesù: “Guardate che nessuno vi seduca…”.
B O J S
Tratto dal sito Cospirazione.net

L'apocalisse, ovvero la rivelazione che ne segue.Uomo:"Svegliati e apri gli occhi; la verità rivelata è davanti ai tuoi occhi ma ancora non la vedi. Svegliati



 




Dio da all'Uomo gli strumenti perchè veda. Gli dà due occhi ma la sua cecità è innata.

Pier Paolo Pasolini






Ah Pasolini, 
come ci manchi                             
Il problema è avere gli occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono. Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accada più niente. Forse perché non credono che la bellezza esista. Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio.
- Pier Paolo Pasolini -








Ma Egli gli mette di fronte e costantemente la verità che l'uomo stesso non vuole vedere perchè accecato,  addormentato e/o plagiato.

Il regno del diavolo

Dio farà si che l'uomo, nel 1899 fondi una squadra di calcio con il marchio del Diavolo,




perchè verrà il giorno in cui un uomo avido di potere, che nascerà nel giorno dell'Arcangelo San Michele, tradirà la sua squadra del cuore che è l'Internazionale a cui avrà rubato il marchio del serpente,
Il peccato originale
per scivolare tra gli uomini e nelle loro famiglie attraverso le sue televisioni; entrerà così nelle anime dei telespettatori e le plagerà. Le illuderà mostrando loro ogni forma di pornografia e di spazzatura e gli creerà un mondo effimero al fine di renderle autome, consumatrici dei suoi inganni.

Il biscione simbolo delle sue televisioni


Tradirà la sua squadra del cuore che non è in vendita e sarà costretto a comprarsi il marchio del diavolo di cui ne diventerà il presidente.
Il diavolo contro se stesso, il Derby

Mostrerà le sue corna al mondo intero in occasione del G8, ed entrerà nella scena internazionale.

Satana si annuncia al Mondo Intero ed è scandalo internazionale


Un giorno l'uomo lo ricoscerà e lo caccerà, ne è certo il Buon Dio.

 

La “Cacciata dal Paradiso terrestre” è un tema centrale nel dibattito filosofico del secondo rinascimento, poiché viene discussa l’origine della differenza tra azione morale e obbedienza alle leggi, tra la centralità dell’io consapevole del proprio corpo e le finalità sociali che impongono senso del dovere, responsabilità e obbedienza alle istituzioni.
Adamo ed Eva sono condannati da Dio a ripristinare l’equilibrio corporeo e sociale con il sudore della fronte e partorendo con dolore. Diventando autore della propria vita, risolvendo da solo i problemi della sopravvivenza e dell’adattamento all’ambiente, l’individuo esercita il libero arbitrio che lo “espelle” dal sistema morale di riferimento, ma lo rende arteficie di un potere personale che lo eleva a “legislatore” di se stesso (”la legge morale che è in me”, direbbe Kant).
 

La cacciata dal Paradiso terrestre
Mordendo la mela della conoscenza dei sentimenti corporei, la donna riconosce dentro in sé bisogni, desideri e sentimenti morali che contraddistinguono la vita dell’anima. Conseguentemente l’azione di Adamo, dipinto da Michelangelo nell’atto di afferrare una mela invisibile, si conforma al “campo spirituale” definito dalla sua anima (Eva), campo spirituale che si estende poi al campo estetico ed artistico, caratterizzato dalla manifestazioni di “bisogni” che, se soddisfatti, riportano l’organismo biopsicosomatico in equilibrio.

L’atto di aderire alle pulsioni psichiche e creative dell’anima è conforme alle “leggi di natura”, ma è sempre in contrasto con la Legge di Dio, con la legge dominante. Tuttavia la “cacciata dal Paradiso” dà origine all’autocoscienza (le quattro Virtù cardinali) che è il fondamento della consapevolezza di sé (Temperanza), del pensiero allocentrico (Prudenza), della percezione critica (Fortezza) e della volontà di evolvere (Giustizia) che caratterizza il “campo spirituale e artistico” della personalità creativa.

giovedì 28 giugno 2012

Confindustria: recessione nel 2013 "Siamo nell'abisso, danni come in guerra"

La pressione fiscale apparente è confermata salire al 45,4% del Pil nel 2013; quella effettiva, che tiene conto del sommerso, giungerà al 54,6%. Persi 1,5 milioni di posti di lavoro dal 2008. Si allontana il pareggio di bilancio: deficit all'1,6% l'anno prossimo

di GIULIANO BALESTRERI
Confindustria: recessione nel 2013 "Siamo nell'abisso, danni come in guerra"
Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi
MILANO - I conti pubblici migliorano "vistosamente", ma "si allontana il pareggio di bilancio": il prossimo anno il deficit non sarà dello 0,1% come prospettato a dicembre, ma dell'1,6%. E nel 2012 si assesterà al 2,6%. Di più. Secondo gli scenari economici presentati oggi dal Centro studi di Confindustria, la recessione continuerà anche l'anno prossimo, quando il Pil calerà dello 0,3%.

"Non siamo in guerra, ma i danni economici fin qui provocati dalla crisi sono equivalenti a quelli di un conflitto e a essere colpite sono state le parti più vitali e preziose del sistema Italia: l'industria manifatturiera e le giovani generazioni". E lo drammatico scenario delineato dal Csc: "L'aumento e il livello dei debiti pubblici sono analoghi, in quasi tutte le democrazie avanzate, a quelli che si sono presentati al termine degli scontri bellici mondiali. Una sorta di guerra c'è stata ed è tuttora in corso, ed è combattuta dentro l'Europa e dentro l'Italia". Per Csc "a scatenarla sono stati errori recenti e mali antichi. Gli errori recenti sono stati inanellati nella gestione dell'eurocrisi".

Tasse e recessione. La recessione italiana già si è dimostrata più intensa e spingendo il Centro studi Confindustria a rivedere al ribasso le stime del Pil. Per il 2012 l'economia calerà del 2,4% contro il -1,6% indicato a dicembre e analoga è la differenza nello scenario per il 2013: da +0,6% a -0,3%, quasi esclusivamente dovuta alla pessima eredità ricevuta dal 2012. Il Csc segnala che il 90% dell'arretramento di quest'anno è già acquisito nel secondo trimestre per cui il calo acquisito stimato è già del 2,1 per cento. "Siamo nell'abisso" dice il direttore del Centro studi, Luca Paolazzi che, tuttavia, prevede "un rientro dell'eurocrisi entro la primavera". Non aiuta certo la pressione fiscale che, depurata dal sommerso, "schizzerà al 54,6%" nel 2013 dal 54,2% del 2012. Continua la corsa anche della pressione apparente, dal 42,5% del 2011 al 45,1% del 2012 fino al 45,4% del 2013. Le entrate fiscali sono "in forte accelerazione", +5,2% quest'anno, per poi rallentare al +2,6% nel 2013

Lavoro e consumi.
A preoccupare Viale dell'Astronomia è, soprattutto, il forte derioramento delle condizioni del mercato del lavoro: nel 2012 l'occupazione calerà dell'1,4% (-1% già acquisito al primo trimestre) e dello 0,5% nel 2013. Solo sul finire dell'anno prossimo le variazioni congiunturali torneranno positive e, al netto della Cig, il 2013 si chiuderà con 1 milione e 482mila posti di lavoro in meno rispetto al 2008 (-5,9%). La disoccupazione, osserva il Csc prosegue la corsa osservata negli ultimi mesi con il tasso che raggiungerà il 10,9% a fine 2012 (10,4% in media d'anno) e il 12,4% a fine 2013 (11,8% in media d'anno).

"A sei anni dall'inizio della crisi, nel 2013 l'Italia si troverà con un livello di benessere, misurato in Pil pro-capite, del 10% inferiore alla media 2007". Il Csc calcola un calo "pari quasi a 2.500 euro in meno (prezzi costanti dal 2005)". Per gli economisti di via dell'Astronomia è "una perdita difficilmente recuperabile in assenza di riforme incisive che riportino il Paese su un sentiero di crescita superiore al 2% annuo come è alla sua portata". Con un notevole impatto sui consumi: "Quelli delle famiglie diminuiscono nettamente (-2,8%), conseguenza della fiducia al minimo storico, dell'ulteriore riduzione del reddito reale disponibile, della restrizione dei prestiti e dell'aumento del risparmio precauzionale". Per gli esperti di viale dell'Astronomia, "gli investimenti crollano dell'8,0% per effetto dell'estrema incertezza e del proibitivo accesso al credito bancario".

Patrimoniale. E non sarebbe certo una soluzione il ritorno alla lira che, anzi, si tradurrebbe per gli italiani nella "più colossale patrimoniale mai varata". Secondo il Csc gli effetti sarebbe devastanti sul valore delle attività, sul reddito e sulle ricchezze private "perché verrebbero inevitabilmente sottoposte a una radicale tosatura per ristabilire un pò di ordine nel bilancio pubblico e nella giustizia sociale, di fronte al profondo impoverimento della maggioranza della popolazione".

Le reazioni. Di fronte alla gravità della recessione "bisogna cambiare passo", secondo il vicepresidente di Confindustria e amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, con "una ristrutturazione radicale e decisa della pubblica amministrazione e un'armonizzazione delle procedure amministrative per liberare risorse da iniettare come linfa vitale al nostro paese ormai allo stremo". Nel suo intervento alla presentazione degli Scenari economici del Centro studi, Conti ha detto che i costi amministrativi pesano sulle aziende per oltre 26 miliardi di euro l'anno.

"La crisi non è finita e negli ultimi tempi sembra si stia allungando nel tempo nel nostro paese e in Europa". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi che aggiunge: "Non riconoscere o negare la recessione, come si è fatto per tanto tempo, equivale a scegliere la via di stagnazione o declino che abbiamo seguito per troppo tempo. Noi ci dobbiamo ribellare a questa forme di cecità, che a volte forse non è neanche disinteressata".

lunedì 11 giugno 2012

È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.

È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.
I Lettura Gdc 6,11-24a
Dal libro dei Giudici
In quei giorni, l’angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita. Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel frantoio per sottrarlo ai Madianiti. L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!». Gedeone gli rispose: «Perdona, mio signore: se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: “Il Signore non ci ha fatto forse salire dall’Egitto?”. Ma ora il Signore ci ha abbandonato e ci ha consegnato nelle mani di Madian».
Allora il Signore si volse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?». Gli rispose: «Perdona, mio signore: come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». Il Signore gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo».
Gli disse allora: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che proprio tu mi parli. Intanto, non te ne andare di qui prima che io torni da te e porti la mia offerta da presentarti». Rispose: «Resterò fino al tuo ritorno».
Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e con un’efa di farina fece focacce àzzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì. L’angelo di Dio gli disse: «Prendi la carne e le focacce àzzime, posale su questa pietra e vèrsavi il brodo». Egli fece così. Allora l’angelo del Signore stese l’estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce àzzime; dalla roccia salì un fuoco che consumò la carne e le focacce àzzime, e l’angelo del Signore scomparve dai suoi occhi.
Gedeone vide che era l’angelo del Signore e disse: «Signore Dio, ho dunque visto l’angelo del Signore faccia a faccia!». Il Signore gli disse: «La pace sia con te, non temere, non morirai!». Allora Gedeone costruì in quel luogo un altare al Signore e lo chiamò «Il Signore è pace».

Salmo (Sal 84)
Il Signore annuncia la pace per il suo popolo.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia.
Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.
Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.
Vangelo Mt 19,23-30
Canto al Vangelo (2 Cor 8,9)
Alleluia, alleluia.
Gesù Cristo, da ricco che era, si è fatto povero per voi,
perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Alleluia.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».
Commento da lachiesa.it
Nella vocazione di Gedeone, riferita nella prima lettura di oggi, si manifesta il modo apparentemente strano con cui Dio sceglie i suoi strumenti per intervenire nella storia del suo popolo. Gedeone non è un personaggio di grande rilievo, lui stesso lo fa notare al Signore che lo chiama: “Signore mio, come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse, e io sono il più piccolo nella casa di mio padre”.
Come mai il Signore sceglie uno strumento così debole, così disprezzabile, dalla famiglia più povera e, in questa famiglia, il più piccolo?
Questo modo di fare di Dio lo ritroviamo ancora dopo, quando Gedeone deve combattere i Madianiti. Egli, vedendo la loro forza, convoca tutti gli Israeliti; un gran numero viene per combattere: sono trentaduemila uomini. Cosa dice Dio? Dice: “La gente che è con te è troppo numerosa”. Come mai troppo numerosa? I Madianiti sono molto forti, forse trentaduemila uomini non basteranno! Ma Dio dice di no, perché Israele potrebbe vantarsi e dire: “La mia mano mi ha salvato!”. Quindi il Signore ordina a Gedeone di rimandare a casa prima tutti quelli che non si sentono troppo forti, troppo coraggiosi, che hanno qualche obiezione possibile. Rimangono diecimila uomini. “E ancora troppo”, dice Dio. E allora propone una prova un po’ speciale: vedere come questi uomini si mettono per bere l’acqua di un torrente. Trecento prendono una posizione insolita: proprio questi trecento sono scelti. Così il numero va bene, è abbastanza piccolo perché si manifesti la potenza e la grandezza di Dio.
Dio regolarmente sceglie i suoi strumenti in questo modo. San Paolo lo diceva quando, parlando della sua vocazione che stimava in modo straordinario, osservava: “Abbiamo questo tesoro in vasi di creta”, cioè portiamo queste grazie in condizione di debolezza, di infermità umana, “perché appaia che la potenza straordinaria viene da Dio e non da noi”. Questo è importante: che l’uomo non possa attribuire a se stesso ciò che in realtà viene da Dio. Sarebbe un gran danno, anzitutto per lui stesso, perché se l’uomo si chiude in sé, nella sua superbia, non vive più nella corrente dell’amore di Dio, si separa dalla fonte di ogni bene e si ritrova isolato, senza vera gioia, senza vera pienezza. Invece, se accetta una condizione umile, allora può veramente ricevere tutta l’abbondanza della grazia divina. San Paolo lo ha esperimentato. Essendo provato, supplicava il Signore di liberarlo, e Gesù gli rispose: “Ti basta la mia grazia; la potenza si rivela nella debolezza”. E la regola per le opere di Dio.
Quindi non dobbiamo avvilirci quando ci sentiamo deboli, incapaci, quando i nostri mezzi appaiono inadeguati per l’opera che ci è affidata, quando sopravvengono difficoltà da ogni parte, ostacoli che non siamo in grado, umanamente parlando, di superare. Invece di lamentarci, dobbiamo allora proclamare la nostra fiducia. Se cerchiamo di fare l’opera del Signore con amore, lui manifesterà la sua potenza e la sua bontà, darà una grande fecondità apostolica ai nostri umili sforzi.
beato angelico sermone della montagna

domenica 10 giugno 2012

TERREMOTO, SI RISVEGLIANO I VULCANI SOTTOMARINI. "IN ARRIVO NUOVE SCOSSE"


Domenica 10 Giugno 2012 - 18:45

ROMA - Sono stati individuati i segnali che precedono il risveglio di un vulcano sottomarino. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, si deve a tre studi coordinati da tre ricercatori americani e potrebbe contribuire a prevedere le eruzioni sottomarine che rappresentano la stragrande maggioranza del vulcanismo della Terra. I lavori coordinati da Chadwick William, Robert Dziak entrambi della Oregon State University e da David Caress dell'Istituto di Ricerca Monterey Bay Aquarium, si basano sul monitoraggio del vulcano sottomarino Axial Seamount situato nell'Oceano Pacifico, a largo delle coste degli Stati Uniti, prima e dopo l'eruzione nel mese di aprile 2011. Questa eruzione era stata prevista con successo dagli stessi autori che avevano individuato un arco di tempo durante il quale poteva avvenire e ora i lavori descrivono i segnali precursori del 'risvegliò del vulcano. Per monitorare l'Axial Seamount, uno dei vulcani sottomarini più attivi del mondo, i ricercatori hanno usato un robot sommergibile per analizzare il fondale marino, sensori di pressione per misurare l'innalzamento e l' abbassamento del fondale, strumenti per registrare i piccoli terremoti generati dal magma che si muove nella crosta terrestre. È stato documentato un aumento graduale del fondo del mare di quasi 20 centimetri in un periodo di diversi mesi, seguito da un brusco sollevamento di 7 centimetri avvenuto in meno di un'ora prima della comparsa dell'eruzione. Durante l'eruzione, durata sei giorni, che ha fatto svuotare il serbatoio di magma, il fondale marino si poi è 'sgonfiatò abbassandosi di due metri. Questi movimenti del suolo, sottolineano gli esperti, indicano il riempimento graduale del serbatoio del magma sotto la superficie e il successivo svuotamento. Nelle due ore prima dell'eruzione, i ricercatori, hanno inoltre registrato uno sciame intenso di terremoti. È la prima volta, sottolinea Chadwick, che si dimostra il legame tra sismicità, deformazione del fondo marino e l' intrusione di magma in un vulcano sottomarino. «Gli strumenti - ha rilevato Dziak - hanno registrato i segnali di migliaia di piccoli terremoti in pochi minuti, generati dal magma che sale infiltrandosi nelle crepe della crosta e che ci hanno permesso di tracciare chiaramente la risalita del magma».

IL GEOLOGO: "PREPARARSI A NUOVE SCOSSE" - «Prepariamoci per il prossimo terremoto». Non è una previsione ma un appello per mettere in sicurezza l'Italia «vista la periodicità degli eventi». A lanciarlo Paride Antolini, componente del Consiglio nazionale dei geologi, in merito all'allerta della Commissione Grandi Rischi ma soprattutto in riferimento ai nuovi piani strutturali comunali «che ora, alla luce di quanto accaduto, devono contenere scelte coraggiose». «Il nostro - ha detto Antolini - è un paese sismico ma non lo sa. Se ne accorge solo quando succede. Ecco perchè è urgente mettere in sicurezza il nostro patrimonio edilizio, in Emilia Romagna, ma anche in tutto il territorio». Da qui alcuni interventi urgenti. «Innanzi tutto - ha sottolineato Antolini - la riqualificazione dell'esistente. Poi, subito, al secondo posto, la limitazione del nuovo edificato per evitare l'occupazione di altro suolo. Il consumo eccessivo di territorio infatti - ha spiegato - porta, nell'attuale gestione, agli annuali eventi catastrofici che, come per le alluvioni e le frane, si registrano ogni autunno e primavera». Quindi al terzo posto, secondo Antolini, «il disicentivo e la delocalizzazione per evitare di urbanizzare aree a rischio idrogeologico e sismico». Infine, ma non ultima, la corretta informazione «per avere consapevolezza di quello che accade». «I cittadini - ha affermato Antolini - devono essere messi al corrente di quello che rischiano attraverso una capillare e costante informazione, ma non ogni 3-4 anni a evento avvenuto». «Per esempio in Emilia Romagna, al primo posto nell'economia italiana, l' informazione non c'è se a ogni sussulto c'è tutto quello spavento. Non bisogna però cadere nell'errore di creare panico, bisogna informare. Oggi - ha proseguito Antolini - c'è un interregno tra il silenzio sui rischi di una determinata zona e l'eccessivo allarme che, come nella comunicazione della Commissione Grandi Rischi, ha portato la gente di Ferrara a stare sveglia tutta la notte». E allora, come membro del Consiglio nazionale dei geologi, Antolini ha sottolineato l'importanza, ora in Italia, se si abita in una zona sismica o no. «Questa è l'unica cosa da sapere per adeguare le costruzioni private, pubbliche e industriali. I Comuni, le Regioni, devono capire che bisogna costruire in sicurezza senza classe sismica o basi statistiche che tengano e solo avendo presente se la zona è a rischio terremoti o no. Se è sismica bisogna costruire in una determinata maniera sempre, adottando gli standard più elevati, sia che si tratti di Emilia Romagna o di Abruzzo o di Calabria».

lunedì 4 giugno 2012

Tutti i terremoti di oggi 4 giugno dalle 3:58:12.0


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2012-06-04   21:23:50.023min ago38.17 N  26.62 W  14.0 AZORES ISLANDS, PORTUGAL



2012-06-04   20:38:28.91hr 08min ago24.28 N  122.18 E  394.9 TAIWAN REGION



2012-06-04   20:37:05.01hr 10min ago73.20 N  6.37 E  24.2 GREENLAND SEA



2012-06-04   19:45:37.02hr 01min ago44.75 N  11.05 E  983.1 NORTHERN ITALY



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2012-06-04   16:40:05.05hr 07min ago0.70 S  127.71 E  605.0 HALMAHERA, INDONESIA



2012-06-04   16:11:28.05hr 35min ago9.23 S  118.40 E  924.3 SUMBAWA REGION, INDONESIA



2012-06-04   15:44:19.56hr 02min ago37.45 N  23.57 E  803.0 SOUTHERN GREECE



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1
IV2012-06-04   14:19:53.07hr 27min ago36.94 N  28.16 E  64.7 DODECANESE ISLANDS, GREECE



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F2012-06-04   11:18:16.010hr 29min ago7.69 S  106.40 E  805.8 JAVA, INDONESIA



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2012-06-04   03:58:12.028.07 N  57.15 E  304.0 SOUTHERN IRAN

Cassazione: Dell'Utri fu mediatore tra la «vittima» Berlusconi e la mafia

Pubblicate le motivazioni: deve essere provato il concorso esterno tra il 1977 e il 1982. Non certo l'appoggio mafioso a Forza Italia


(Ansa)(Ansa)
MILANO - Il senatore Marcello Dell'Utri è stato il «mediatore» dell'accordo protettivo per il quale Berlusconi, in «posizione di vittima», pagò alla mafia «cospicue somme» per la sua sicurezza e quella dei suoi familiari. Lo ha scritto la Corte di cassazione nelle motivazioni della sentenza che ha annullato con rinvio la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa al politico palermitano. Il processo di secondo grado, con questo rinvio, dovrà essere rifatto a Palermo davanti ad altri giudici. La prescrizione del reato inizialmente era prevista per il giugno 2014, ma la stessa Cassazione evidenzia come al processo d'appello bis potrebbe essere applicato «il regime della prescrizione antecedente alla riforma del 2005, che valorizza il reato continuato». Così i termini della prescrizione cambierebbero «in pejus» per Dell'Utri e i tempi per la prescrizione stessa potrebbero allungarsi. FORZA ITALIA - La questione politica, però, dovrebbe rimanere a margine. La Corte, infatti, sottolinea che i pagamenti di Silvio Berlusconi a Cosa Nostra per questioni di sicurezza non fanno discendere come un teorema «irresistibile», la conseguenza che la mafia, vent'anni dopo, abbia appoggiato l'ascesa di Forza Italia. «È infatti evidente - scrive la Cassazione - che non è una regola generale quella per cui un continuativo rapporto illecito su base patrimoniale con Cosa Nostra, di per sé gratificata per un certo arco di tempo dalla apertura del canale privilegiato di comunicazione con l'imprenditore Berlusconi, possa avere implicato, come risposta, da parte della stessa associazione, una necessaria e naturale disponibilità al sostegno di iniziative di tipo politico, assunte dopo un ventennio dall'inizio dei primi rapporti, che il soggetto "estorto" intendeva assumere».
LA DIFESA: PER 30 ANNI MANCANO LE PROVE - L'avvocato del senatore Massimo Krogh ha voluto sottolineare in un'intervista all'agenzia Ansa come, per la difesa, questa sentenza sottolinei che il «vero motivo dell'annullamento della condanna per concorso esterno» sia «che dal 1978 ad oggi mancano prove del reato che gli viene contestato. Tutto quello che la Cassazione dice del periodo precedente non conta, ormai è prescritto». Krogh sottolinea come il percorso argomentativo del giudizio di secondo grado sia stato parzialmente censurato e come questo comporti che nel nuovo procedimento si debba «esaminare e motivare» «se il concorso esterno contestato sia oggettivamente e soggettivamente configurabile, a carico del ricorrente, anche nel periodo di assenza dell'imputato dall'area imprenditoriale Fininvest e società collegate (periodo intercorso, secondo la sentenza impugnata, tra il 1978 e il 1982); se il reato contestato sia configurabile, sotto il profilo soggettivo, anche nel periodo successivo a quello appena indicato».
IL RINVIO E GLI ANNI 1977-1982 - Il rinvio della sentenza d'appello è del 9 marzo scorso: era stata la difesa del senatore a presentare un ricorso contro la condanna a sette anni, mentre la procura generale ricorreva chiedendo un aggravio di pena, sostenendo che il reato è proseguito anche dopo il 1992. Secondo la Cassazione, però, deve ancora essere provato il concorso esterno di Dell'Utri a favore di Cosa Nostra per gli anni che vanno dal 1977 al 1982, periodo durante il quale il senatore non lavorò più per Berlusconi ma venne assunto «alle dipendenze di imprenditore diverso e autonomo, il Rapisarda». Secondo la Suprema corte, per quegli anni nel verdetto d'appello c'è «un totale vuoto argomentativo per quanto concerne la possibile incidenza di tale allontanamento sulla permanenza del reato già commesso».
I TERMINI - Questo «vuoto argomentativo» deve essere colmato, «ove ricorrano gli elementi», «non potendo darsi ingresso a presunzioni basate sulla bontà dei rapporti di amicizia con Berlusconi» i quali «da soli non provano il perdurare della intromissione di Dell'Utri in affari penetranti per la vita individuale dell'imprenditore dal quale si era allontanato, atteso che di ciò non risultano esplicitate neppure la ragione e le modalità concrete del concorso nei versamenti che si dicono comunque avvenuti, materialmente dunque anche ad opera di terzi, a partire dal 1978». Viene quindi chiesta ai giudici palermitani una nuova analisi che si riveli «indicativa della definitiva fine della permanenza del reato fino a quel momento consumato» con «evidenti riflessi» sul calcolo della prescrizione, oppure, aggiunge la Cassazione, che «potrà risultare compatibile, con motivazione diversa però da quella qui cassata, con il costrutto accusatorio». A cambiare in maniera afflittiva i tempi della prescrizione, inoltre, potrebbe essere il caso di un'attività non interrotta e poi ripresa, poiché i termini decorrerebbero allora «dall'ultima delle condotte dell'imputato di cui il giudice del rinvio possa sostenere motivatamente che è la oggettiva e soggettiva manifestazione della protrazione della condotta anti-giuridica in esame», poichè «troverebbe applicazione in regime della prescrizione antecedente alla riforma del 2005, che valorizza il reato continuato».
LO STALLIERE - Sono 146 le pagine delle motivazioni della sentenza 15727: secondo la Cassazione i giudici della Corte d'appello di Palermo hanno valutato in maniera «corretta» le «convergenti dichiarazioni» di più collaboratori sul tema «dell'assunzione, per il tramite di Dell'Utri» dello stalliere Vittorio Mangano «ad Arcore, come la risultante di convergenti interessi di Berlusconi e di Cosa Nostra». Viene ritenuta provata anche la «non gratuità dell'accordo protettivo, in cambio del quale sono state versate cospicue somme da parte di Berlusconi in favore della mafia». Ancora, si legge, che l'ingaggio di Mangano «indipendentemente dalle ricostruzioni dei cosiddetti pentiti, è stato congruamente delineato dai giudici di merito come indicativo, senza possibilità di valide alternative, di un accordo di natura protettiva e collaborativa raggiunto da Berlusconi con la mafia per il tramite di Dell'Utri che, di quella assunzione, è stato l'artefice grazie anche all'impegno specifico profuso da Cinà». Gaetano Cinà, amico personale di Dell'Utri e ritenuto il padrino della famiglia Malaspina fino al 2006, anno della morte, secondo la sentenza d'appello è stato il contatto diretto tra Dell'Utri, e quindi Berlusconi, ed influenti esponenti mafiosi come Stefano Bontate, che così nel 1974 è stato in visita in un ufficio di Berlusconi non meglio precisato, probabilmente la sede di Edilnord.
BERLUSCONI, LA NECESSITÀ E L'ARRICCHIMENTO - Anche in riferimento a questi episodi, però, i giudici sottolineano comunque che lo stato di necessità di Berlusconi non è sempre stato alla base del patto con la «consorteria mafiosa», dato che all'inizio non era «connotato e tantomeno sollecitato da proprie azioni intimidatorie, oltre che finalizzato alla realizzazione di evidenti risultati di arricchimento». Di conseguenza «non vi è ragione di negare ingresso alla tesi dei giudici secondo cui i pagamenti effettuati da Berlusconi avevano sì, natura necessitata perchè ingiustamente provocati, all'origine, da spregevoli azioni intimidatorie poste in essere in danno alla sua famiglia, ma non l'avevano avuta, ai tempi, in riferimento ai rapporti con Dell'Utri, e con Bontade e Teresi e l'associazione che essi immediatamente rappresentavano: soggetti, dunque, che erano stati evocati in una trattativa che, all'origine,appariva concepita "alla pari", per il conseguimento di un risultato che, così come avrebbe potuto e dovuto essere perseguito presso le istituzioni all'uopo previste, era stato invece cercato presso chi era parso capace di garantire un servizio di sicurezza di tipo privato e particolarmente efficace e affidabile».
Redazione Online