mercoledì 26 giugno 2013

Comunicazione cammino per l'anno della fede da Lourdes a Santiago de Compostela Programmazione pellegrinaggio da Lourdes il 15 agosto e arrivo a Santiago de Compostela l'8 settembre, nutrendomi di carità e accoglienza tra case e chiese.


Come già nel 2011 in occasione dei festeggiamenti dei 150° dell'Unità d'Italia, ricevendo i ringraziamenti dal Presidente Napolitano ringraziandomi dell'iniziativa intrapresa.
mi ero sentito il dovere di dare un contributo al paese percorrendo l'Italia a piedi e senza denaro da Marsala (TP) a Venaria Reale. Ho camminato per 53 giorni percorrendo km.2300 portandomi al seguito, Vangelo e Costituzione, due simboli cardini e imprescindibili della nostra Repubblica.
Tutti i giornali lungo il mio cammino mi hanno pubblicato sulle loro testate, tra cui il quotidiano La Repubblica sotto allegato l'articolo:


Quest'anno, spinto da un richiamo interiore spirituale, ho deciso di percorrere in pellegrinaggio aprendo una nuova strada in solitudine in 24 giorni per percorrere 900 km. 
Partirò da Lourdes il 15 agosto per raggiungere la meta prefissa l'8 settembre Santiago de Compostela in occasione dell'anno della fede proclamato da Benedetto XVI, nutrendomi di carità e accoglienza tra case e chiese.

Inoltre è in arrivo nelle librerie il mio primo libro: "Franco ...niente succede per caso".

Mi chiamo Franco Zanotto, ho 55 anni, e sono nato a Mussomeli, nel cuore della Sicilia; mi sono trapiantato con la famiglia a 4 anni a Venaria Reale. 
A sei anni ho ricevuto la prima comunione e la cresima nella chiesa di San Lorenzo di Altesano, 
dopo sei mesi mi sono ritrovato in un collegio delle Suore della Sacra Famiglia: "Pro Pueritia Sacro Cuore" a Savigliano. 
Dopo 4 anni sono rientrato ad Altessano per il quinto anno delle elementari.
A quindici anni entro nel mondo del lavoro, nel settore del packaging;
avvicinadomi allo studio delle filosofie orientali;
Ho completato gli studio all'Itis A. Avogradro frequentando i corsi serali.
A 21 anni dopo il militare da alpino ho rilevato l'attività di un fornitore di Massalombarda(RA) della ditta da cui ho imparato l'arte del packaging a Massalombarda(RA).
A 24 anni ho iniziato a fare affari con la compagnia americana "Du-Pont- De Nemours" di Wilmington nel Deloware.
A 25 entro in società con uno svizzero ebreo vivendo al Lugano, ricevendo l'incarico di Vice Presidente e Amministratore delegato della sua società di Como.
Nel primi di luglio del 1985 segue l'incontro con il Dalai Lama a Richon, in un villaggio di profughi tibetani a nord di Zurigo, vicino a Winterthur per un l'inizziazione del Kalachakra durata due settimane. 
In questa occasione il Dalai Lama ci invita, (siamo in duecento, provenienti da ogni parte del mondo, tra cui Rechard Gere), a riscoprire  le nostre origini culturali ripercorrendo la nostra religione d'origine, 
Tornato a Lugano mi arricchii la libreria di quanto trovai su San Francesco per ripercorrere e immergermi nella mia religione.
Fine 85 iniziò la mia crisi di salute dopo l'inganno da aprte del socio svizzero.
Nell'agosto del '86 mi ritirai a Sant'Ignazio nelle Valli di Lanzo per gli esercizi sirituali ospite di Don Pignata, che mi riservò la stanza di San Giuseppe Cafasso; lì conobbi Don Quaglia della Chiesa di San Francesco che mi invitò di fargli visita in via San Francesco d'Assisi a Torino.
Nell'87 riaprii la mia attività a Torino dando sfogo alla mia attività creativa affermandomi nel settore del packaging. Ho operato con grandi aziende sul territorio nazionale ed estero.
Nel maggio del '99 fui contattato, tramire il mio rappresentante, dal n° 1 della moda, per realizzare il packaging in occasione della fine
 del secondo millennio; fu un tale sucesso che lo adottarono per 8 anni inserendolo il mio prodotto nella loro collezione di cult. 
Nel 2000 in occasione del Giubileo mi recai in Vaticano tramite un lasciacondotto del Rettore del  Santuaio della Consolata Don Franco Peradotto, per chiede l'autorizzazione per l'utilizzo del brand del Giubileo. 
Quel giorno a Roma avevo appuntamento la mattina nella sede centrale delle Poste Italiane all'Eur, mentre era Ministro delle stesse Poste e Telecomunicazione un mio compaesano l'On.Salvatore Cardinale, per sottoporre la scatola gialla (Poste Italiane) che adottano ancora oggi.
Il pomeriggio mi recai in Vaticano, con il prelato non si fecero affari, ma mi invitò a farne uno più importante, incontrare Giovanni Paolo II in San Pietro.
Quel prelato, di cui non ricodo il nme aveva ragione, l'incontro fu illuminante, i nostri sguardi si incontrarono, lui mi osservò, mi sorrise dopo aver guardato il suo pastorale e fui colto da lacrime di gioia; sentii la stessa energia che mi aveva emanato il Dalai Lama 15 anni prima a Rikon, in Svizzera, avevo avuto l'impressione che mi avesse offerto la sua Croce per essere suo testimone.
Sette anni prima era stato ospitato in clausura nell'Isola di Lerìn, in Francia di fronte a Cannes, nell'Abbazia di Sant'Honorat, da Padre Cesare Falletti. Padre Cesare falletti era maestro spirituale delle vocazioni adulte che in seguito fondò il monastero di Prad Mill sopra Bagnolo Piemonte. In quell'occasione mi accaddero dei fatti di straordinaria elevazione spirituale, che lo stesso Padre Cesare stentò a credere.
Nel 2002 dovetti chiudere l'attività per causa di un'azienda importante che non avere rispettato il contratto, mi recai dai massimi professionisti del diritto penale e civile ma nessuno si prestò aa assistermi. Mollai la spugna, riitenendo quanto accaduto un fattore che mi conduceva verso una vita prettamente spirituale, non era nato per guadagnar denari ma per per qualcos'altro di più importante. Dio ti dà e Dio ti toglie, era quindi importante saper ascoltare i messaggio tra i fatti che ci accadono. Mi ha portato alle stelle, per farmi conosce per poi riportarmi con i piedi in terra.
Nel 2006 dopo una fiera che avevo svolto a Tokyo per conto di mia nipote inesritasi nel frattempo nel mio mondo creativo, mi capitò di essere contattato da un'azienda abruzzese, Prada aveva cessato di utilizzare il packaging che gli avevo progettato, mentre Nannini di Firenze aveva cominciato ad usarlo. Mi rivolsi ad un'azienda di Napoli per fargli effettuare il semilavorato necessario e a me dedicato offrendogli il Know-How che poteva essere utilizzato per realizzare un prodotto che il mondo aspettava. Quel prodotto ebbe un tale successo che mi inviarono una mail di solo ringraziamento. L'Italia ne era tappezzata di manifesti 6 x 10 metri. In corso Marche i manifesti mostavano la mia borsa con lo slogan: E' un crimine non averle. Oggi è distribuita nel marchandising del MOMA di New York, Tokyo e Parigi. La soddisfazione è stata tale, che vederla realizzata aveva incoronato il mio sogno di creativo per andare oltre verso il mio cammino spirituale. Così come avevo imparato a vestire gli oggetti realizzati dall'Uomo, il packaging; oggi mi accingo a vestire l'Uomo stesso nella sua parte più interiore, quella spirituale. Insegnare all'Uomo ad emmettere luce propria di cui ognuno di noi ne è  inconsapevole portatore. Così come ho scoperto il non senso del denaro così vorrei testimoniare questa verità, il denaro non deve essere il fine, ma uno dei tanti strumenti per raggiungere la pace in comunione econdivisione col proprio prossimo.  

Ringraziandola anticipatamente per l'ascolto dedicatomi
colgo con grande piacere questa occaisone di porgerLe i miei

cordiali saluti.

Franco Zanotto

Un salesiano per riformare lo Ior: papa Francesco sceglie il cardinal Farina

A sorpresa Bergoglio istituisce una commissione per rinnovare l'istituto bancario al centro di scandali e controversie. Già archivista di Benedetto XVI, il cardinale è uno studioso, molto inserito nella Curia. Padre Lombardi: "Non sarà un commissariamento" di ORAZIO LA ROCCA

Cardinale Raffaele Farina
CITTÀ DEL VATICANO - Un salesiano riformatore alla testa della Commissione istituita, a sorpresa, da papa Francesco per rinnovare lo Ior, l'Istituto per le Opere di Religione, la banca vaticana. E' il cardinale Raffaele Farina, 80 anni il prossimo 24 settembre, principale artefice dei grandi restauri che hanno cambiato volto, funzioni e stile alla storica Biblioteca Apostolica e all'Archivio segreto della Santa Sede, di cui il porporato è stato Prefetto e Archivista su nomina di Benedetto XVI.

La nomina è stata annunciata dalla sala stampa della Santa Sede. Il nuovo organismo  -  che si chiama Pontificia Commissione referente sull'Istituto per le Opere di Religione -  dovrà riferire allo stesso pontefice elementi in grado di poter procedere alla riforma della banca vaticana, troppe volte negli ultimi anni balzati agli onori delle cronache per scandali, accuse di riciclaggio, coinvolgimento in scandali come il crack del vecchio Banco Ambrosiano di Roberto Calvi o l'inchiesta sulla maxi tangente Enimont. 

La Pontificia Commissione, di cui faranno parte cinque membri e sarà presieduta dal cardinale Farina, secondo il portavoce della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, non va letta come ''un commissariamento'' dello stesso Ior, ma come ''un organismo che studierà la situazione e riferirà al papa nel quadro delle riforme utili alla Chiesa''.

Non è comunque azzardato immaginare che, sulla base del 
lavoro di questo nuovo organismo, il pontefice studierà tempi e modi per ridare un nuovo volto allo Ior. Impresa non facile, che Francesco ha voluto significativamente affidare ad un cardinale di lungo corso, studioso, molto riservato, ma molto addentro ai meccanismi della curia pontificia.

La Commissione - decollata il 24 giugno scorso con  la firma da parte di papa Bergoglio di un apposito ''Chirografo'' - avrà ''ampio mandato'', ma a termine, ed  ''è sorta dal desiderio del Santo Padre di conoscere meglio la posizione giuridica e le attività dell'Istituto per consentire una migliore armonizzazione del medesimo con la missione della Chiesa universale e della Sede Apostolica, nel contesto più generale delle riforme che sia opportuno realizzare da parte delle Istituzioni che danno ausilio alla Sede Apostolica''.

La Commissione, quindi, avrà ''lo scopo di raccogliere informazioni sull'andamento dell'Istituto e di presentare i risultati al Santo Padre''. Nel nuovo organismo affiancano il presidente Farina, il cardinale Jean-Louis Pierre Tauran ( che fa parte anche della commissione cardinalizia di controllo dello Ior presieduta dal cardinale Tarcisio Bertone segretario di Stato della Santa Sede), la professoressa Mary Ann Glendon, come coordinatore monsignor Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru e nella qualità di segretario monsignor Peter Bryan Wells.

La Commissione, si legge al punto due del Chirografo papale, ''raccoglie documenti, dati e informazioni necessari allo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali. Il segreto d'ufficio e le altre eventuali restrizioni stabiliti dall'ordinamento giuridico - si aggiunge - non inibiscono o limitano l'accesso della Commissione a documenti, dati e informazioni, fatte salve le norme che tutelano l'autonomia e l'indipendenza delle Autorità che svolgono attività di vigilanza e regolamentazione dell'Istituto, le quali rimangono in vigore''.

Questo in presenza, comunque, del regolare svolgimento dei lavori dello stesso Ior (punto 4) mentre la Commissione avrà il compito di tenere informato il papa nel corso dei suoi lavori e, al termine di questi, consegnerà al papa stesso gli esiti ''nonché l'intero suo archivio, in modo tempestivo''.

lunedì 24 giugno 2013

Le profezie della Beata Anna Caterina Emmerich




"Vidi anche il rapporto tra i due papi... Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità... Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue. Una plebaglia selvaggia e ignorante si dava ad azioni violente. Ma tutto ciò non durò a lungo". (13 maggio 1820)
"Vidi ancora una volta che la Chiesa di Pietro era minata da un piano elaborato dalla setta segreta, mentre le bufere la stavano danneggiando. Ma vidi anche che l’aiuto sarebbe arrivato quando le afflizioni avrebbero raggiunto il loro culmine. Vidi di nuovo la Beata Vergine ascendere sulla Chiesa e stendere il suo manto su di essa. Vidi un Papa che era mite e al tempo stesso molto fermo... Vidi un grande rinnovamento e la Chiesa che si librava in alto nel cielo".
"Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola... Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto... C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo...". (12 settembre 1820)
"Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [a Roma]. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto questo proprio come ho visto un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani. Ma là [nella strana chiesa] tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente. Tutto veniva fatto secondo la ragione umana... Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni.
C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un santo che aiutasse nel lavoro. Ma sullo sfondo, in lontananza, vidi la sede di un popolo crudele armato di lance, e vidi una figura che rideva, che disse: "Costruitela pure quanto più solida potete; tanto noi la butteremo a terra"". (12 settembre 1820)
"Ebbi una visione del santo Imperatore Enrico. Lo vidi di notte, da solo, in ginocchio ai piedi dell’altare principale in una grande e bellissima chiesa... e vidi la Beata Vergine venire giù da sola. Ella stese sull’altare un panno rosso coperto con lino bianco, vi pose un libro intarsiato con pietre preziose e accese le candele e la lampada perpetua...
Allora venne il Salvatore in persona vestito con l’abito sacerdotale...
La Messa era breve. Il Vangelo di San Giovanni non veniva letto alla fine [1]. Quando la Messa fu terminata, Maria si diresse verso Enrico e stese la sua mano destra verso di lui dicendo che questo era in riconoscimento della sua purezza. Allora lo esortò a non avere esitazioni. Dopo di ciò vidi un angelo, esso toccò il tendine della sua anca, come Giacobbe. Enrico provava grande dolore, e dal quel giorno camminò zoppicando... [2]". (12 luglio 1820)
"Vedo altri martiri, non ora ma in futuro... Vidi le sette segrete minare spietatamente la grande Chiesa. Vicino ad esse vidi una bestia orribile che saliva dal mare... In tutto il mondo le persone buone e devote, e specialmente il clero, erano vessate, oppresse e messe in prigione. Ebbi la sensazione che sarebbero diventate martiri un giorno.
Quando la Chiesa per la maggior parte era stata distrutta e quando solo i santuari e gli altari erano ancora in piedi, vidi entrare nella Chiesa i devastatori con la Bestia. Là essi incontrarono una donna di nobile contegno che sembrava portare nel suo grembo un bambino, perché camminava lentamente. A questa vista i nemici erano terrorizzati e la Bestia non riusciva a fare neanche un altro passo in avanti. Essa proiettò il suo collo verso la Donna come per divorarla, ma la Donna si voltò e si prostrò [in segno di sottomissione a Dio; N.d.R.], con la testa che toccava il suolo.
Allora vidi la Bestia che fuggiva di nuovo verso il mare, e i nemici stavano scappando nella più grande confusione... Poi vidi, in grande lontananza, grandiose legioni che si avvicinavano. Davanti a tutti vidi un uomo su un cavallo bianco. I prigionieri venivano liberati e si univano a loro. Tutti i nemici venivano inseguiti. Allora, vidi che la Chiesa veniva prontamente ricostruita, ed era magnifica più di prima". (Agosto-ottobre 1820)
"Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi, e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente. Il Santo Padre e la Chiesa sono veramente in una così grande afflizione che bisognerebbe implorare Dio giorno e notte". (10 agosto 1820)
"La scorsa notte sono stata condotta a Roma dove il Santo Padre, immerso nel suo dolore, è ancora nascosto per evitare le incombenze pericolose. Egli è molto debole ed esausto per i dolori, le preoccupazioni e le preghiere. Ora può fidarsi solo di poche persone; è principalmente per questa ragione che deve nascondersi. Ma ha ancora con sé un anziano sacerdote di grande semplicità e devozione. Egli è suo amico, e per la sua semplicità non pensavano valesse la pena toglierlo di mezzo.
Ma quest’uomo riceve molte grazie da Dio. Vede e si rende conto di molte cose che riferisce fedelmente al Santo Padre. Mi veniva chiesto di informarlo, mentre stava pregando, sui traditori e gli operatori di iniquità che facevano parte delle alte gerarchie dei servi che vivevano accanto a lui, così che egli potesse avvedersene".
"Non so in che modo la scorsa notte sono stata portata a Roma, ma mi sono trovata vicino alla chiesa di Santa Maria Maggiore, e ho visto tanta povera gente che era molto afflitta e preoccupata perché il Papa non si vedeva da nessuna parte, e anche per via dell’inquietudine e delle voci allarmanti in città.
La gente sembrava non aspettarsi che le porte della chiesa si aprissero; essi volevano solo pregare fuori. Una spinta interiore li aveva condotti là. Ma io mi trovavo nella chiesa e aprii le porte. Essi entrarono, sorpresi e spaventati perché le porte si erano aperte. Mi sembrò che fossi dietro la porta e che loro non potessero vedermi. Non c’era alcun ufficio aperto nella chiesa, ma le lampade del Santuario erano accese. La gente pregava tranquillamente.
Poi vidi un'apparizione della Madre di Dio, che disse che la tribolazione sarebbe stata molto grande. Aggiunse che queste persone devono pregare ferventemente... Devono pregare soprattutto perché la chiesa delle tenebre abbandoni Roma". (25 agosto 1820)
"Vidi la Chiesa di San Pietro: era stata distrutta ad eccezione del Santuario e dell’Altare principale [3]. San Michele venne giù nella chiesa, vestito della sua armatura, e fece una pausa, minacciando con la spada un certo numero di indegni pastori che volevano entrare. Quella parte della Chiesa che era stata distrutta venne prontamente recintata… così che l’ufficio divino potesse essere celebrato come si deve. Allora, da ogni parte del mondo vennero sacerdoti e laici che ricostruirono i muri di pietra, poiché i distruttori non erano stati capaci di spostare le pesanti pietre di fondazione". (10 settembre 1820)
"Vidi cose deplorevoli: stavano giocando d’azzardo, bevendo e parlando in chiesa; stavano anche corteggiando le donne. Ogni sorta di abomini venivano perpetrati là. I sacerdoti permettevano tutto e dicevano la Messa con molta irriverenza. Vidi che pochi di loro erano ancora pii, e solo pochi avevano una sana visione delle cose. Vidi anche degli ebrei che si trovavano sotto il portico della chiesa. Tutte queste cose mi diedero tanta tristezza". (27 settembre 1820)
"La Chiesa si trova in grande pericolo. Dobbiamo pregare affinché il Papa non lasci Roma; ne risulterebbero innumerevoli mali se lo facesse. Ora stanno pretendendo qualcosa da lui. La dottrina protestante e quella dei greci scismatici devono diffondersi dappertutto. Ora vedo che in questo luogo la Chiesa viene minata in maniera così astuta che rimangono a mala pena un centinaio di sacerdoti che non siano stati ingannati. Tutti loro lavorano alla distruzione, persino il clero. Si avvicina una grande devastazione". (1 ottobre 1820)
"Quando vidi la Chiesa di San Pietro in rovina, e il modo in cui tanti membri del clero erano essi stessi impegnati in quest’opera di distruzione - nessuno di loro desiderava farlo apertamente davanti agli altri -, ero talmente dispiaciuta che chiamai Gesù con tutta la mia forza, implorando la Sua misericordia. Allora vidi davanti a me lo Sposo Celeste ed Egli mi parlò per lungo tempo...
Egli disse, fra le altre cose, che questo trasferimento della Chiesa da un luogo ad un altro significava che essa sarebbe sembrata in completo declino. Ma sarebbe risorta. Anche se rimanesse un solo cattolico, la Chiesa vincerebbe di nuovo perché non si fonda sui consigli e sull’intelligenza umani. Mi fece anche vedere che non era rimasto quasi nessun cristiano, nell’antico significato della parola". (4 ottobre 1820)
"Mentre attraversavo Roma con San Francesco e altri santi, vedemmo un grande palazzo avvolto dalle fiamme, da cima a fondo. Avevo tanta paura che gli occupanti potessero morire bruciati perché nessuno si faceva avanti per spegnere il fuoco. Tuttavia, mentre ci avvicinavamo il fuoco diminuì e noi vedemmo un edificio annerito. Attraversammo un gran numero di magnifiche stanze, e finalmente raggiungemmo il Papa. Era seduto al buio e addormentato su una grande poltrona. Era molto ammalato e debole; non riusciva più a camminare.
Gli ecclesiastici nella cerchia interna sembravano insinceri e privi di zelo; non mi piacevano. Parlai al Papa dei vescovi che presto dovevano essere nominati. Gli dissi anche che non doveva lasciare Roma. Se l’avesse fatto sarebbe stato il caos. Egli pensava che il male fosse inevitabile e che doveva partire per salvare molte cose... Era molto propenso a lasciare Roma, e veniva esortato insistentemente a farlo...
La Chiesa è completamente isolata ed è come se fosse completamente deserta. Sembra che tutti stiano scappando. Dappertutto vedo grande miseria, odio, tradimento, rancore, confusione e una totale cecità. O città! O città! Cosa ti minaccia? La tempesta sta arrivando; sii vigile!". (7 ottobre 1820)
"Ho anche visto le varie regioni della terra. La mia Guida [Gesù] nominò l’Europa e, indicando una regione piccola e sabbiosa, espresse queste sorprendenti parole: "Ecco la Prussia, il nemico". Poi mi mostrò un altro luogo, a nord, e disse: "questa è Moskva, la terra di Mosca, che porta molti mali". (1820-1821)
"Fra le cose più strane che vidi, vi erano delle lunghe processioni di vescovi. Mi vennero fatti conoscere i loro pensieri e le loro parole attraverso immagini che uscivano dalle loro bocche. Le loro colpe verso la religione venivano mostrate attraverso delle deformità esterne. Alcuni avevano solo un corpo, con una nube scura al posto della testa. Altri avevano solo una testa, i loro corpi e i cuori erano come densi vapori. Alcuni erano zoppi; altri erano paralitici; altri ancora dormivano oppure barcollavano". (1 giugno 1820)
"Quelli che vidi credo che fossero quasi tutti i vescovi del mondo, ma solo un piccolo numero era perfettamente retto. Vidi anche il Santo Padre - assorto nella preghiera e timoroso di Dio. Non c’era niente che lasciasse a desiderare nella sua apparenza, ma era indebolito dall’età avanzata e da molte sofferenze. La testa pendeva da una parte all’altra, e cadeva sul petto come se si stesse addormentando. Egli aveva spesso svenimenti e sembrava che stesse morendo. Ma quando pregava era spesso confortato da apparizioni dal Cielo. In quel momento la sua testa era dritta, ma non appena la faceva cadere sul petto vedevo un certo numero di persone che guardavano rapidamente a destra e a sinistra, cioè in direzione del mondo.
Poi vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione.
In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre". (1820)
"Vedo molti ecclesiastici che sono stati scomunicati e che non sembrano curarsene, e tantomeno sembrano averne coscienza. Eppure, essi vengono scomunicati quando cooperano (sic) con imprese, entrano in associazioni e abbracciano opinioni su cui è stato lanciato un anatema. Si può vedere come Dio ratifichi i decreti, gli ordini e le interdizioni emanate dal Capo della Chiesa e li mantenga in vigore anche se gli uomini non mostrano interesse per essi, li rifiutano o se ne burlano". (1820-1821)
"Vidi molto chiaramente gli errori, le aberrazioni e gli innumerevoli peccati degli uomini. Vidi la follia e la malvagità delle loro azioni, contro ogni verità e ogni ragione. Fra questi c’erano dei sacerdoti e io con piacere sopportavo le mie sofferenze affinché essi potessero ritornare ad un animo migliore". (22 marzo 1820)
"Ho avuto un’altra visione della grande tribolazione. Mi sembrava che si pretendesse dal clero una concessione che non poteva essere accordata. Vidi molti sacerdoti anziani, specialmente uno, che piangevano amaramente. Anche alcuni più giovani stavano piangendo. Ma altri, e i tiepidi erano fra questi, facevano senza alcuna obiezione ciò che gli veniva chiesto. Era come se la gente si stesse dividendo in due fazioni". (12 aprile 1820)
"Vidi un nuovo Papa che sarà molto rigoroso. Egli si alienerà i vescovi freddi e tiepidi. Non è un romano, ma è italiano. Proviene da un luogo che non è lontano da Roma, e credo che venga da una famiglia devota e di sangue reale. Ma per qualche tempo dovranno esserci ancora molte lotte e agitazioni". (27 gennaio 1822)
"Verranno tempi molto cattivi, nei quali i non cattolici svieranno molte persone. Ne risulterà una grande confusione. Vidi anche la battaglia. I nemici erano molto più numerosi, ma il piccolo esercito di fedeli ne abbatté file intere [di soldati nemici]. Durante la battaglia, la Madonna si trovava in piedi su una collina, e indossava un’armatura. Era una guerra terribile. Alla fine, solo pochi combattenti per la giusta causa erano sopravvissuti, ma la vittoria era la loro". (22 ottobre 1822)
"Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova Chiesa... Ma Dio aveva altri progetti". (22 aprile 1823)
"Vorrei che fosse qui il tempo in cui regnerà il Papa vestito di rosso. Vedo gli apostoli, non quelli del passato ma gli apostoli degli ultimi tempi e mi sembra che il Papa sia fra loro."
"Nel centro dell’inferno ho visto un abisso buio e dall’aspetto orribile e dentro di esso era stato gettato Lucifero, dopo essere stato assicurato saldamente a delle catene…Dio stesso aveva decretato questo; e mi è stato anche detto, se ricordo bene, che egli verrà liberato per un certo periodo cinquanta o sessanta anni prima dell’anno di Cristo 2000. Mi vennero indicate le date di molti altri eventi che non riesco a ricordare; ma un certo numero di demoni dovranno essere liberati molto prima di Lucifero, in modo che tentino gli uomini e servano come strumenti della vendetta divina."
"Un uomo dal viso pallido fluttuava lentamente al di sopra della terra e, sciogliendo i drappi che avvolgevano la sua spada, li gettò sulle città addormentate, che vennero legate da questi. Questa figura gettò la pestilenza sulla Russia, l’Italia e la Spagna. Attorno a Berlino vi era un fiocco rosso e da lì venne in Westfalia. Ora la spada dell’uomo era sguainata, strisce rosse come il sangue pendevano dall’impugnatura e il sangue che grondava da questa cadeva sulla Westfalia [4]".

Berlusconi, Previti, Mangano e la villa di Arcore, la contessa racconta: “Così il premier ha raggirato mia cognata”



Si chiama Beatrice Rangoni Machiavelli e racconta all’Unità la sua versione della storia del passaggio della villa di Arcore e dei terreni su cui è stata costruita Milano 2. Un racconto, secondo lei,  fatto di truffe, doppi giochi e minacce in cui, alla fine, la villa e i terreni della famiglia Casati Stampa di Soncino finiscono al giovane e rampante imprenditore milanese Silvio Berlusconi. La Rangoni Machiavelli è la cognata di Annamaria Casati Stampa, la giovane che eredita il patrimonio dopo la tragica morte di suo padre e che, ancora minorenne, perde la villa di Arcore per 500 milioni di lire. Ma a far gridare alla truffa la donna non è tanto il prezzo quanto il modo in cui è avvenuta la transazione.
Un racconto, quello della donna, in cui non mancano le accuse: la più diretta è quella al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accusato di essere autore di “un doppio raggiro”. Poi c’è l’avvocato Cesare Previti che, divenuto curatore degli interessi della giovane, secondo la Mangoni Machiavelli ha finito per fare solo quelli di Berlusconi. Nell’intervista compare anche Vittorio Mangano lo stalliere condannato per mafia definito “eroe” da Marcello Dell’Utri. Mangano  si sarebbe presentato con il fucile spianato al fratello delle Rangoni Machiavelli andato ad Arcore per sistemare una questione relativa alla proprietà di alcuni quadri.
La storia inizia nel 1970, con un tragico omicidio suicidio. Ricorda la Rangoni Machiavelli: “Annamaria arriva a Fiumicino da un viaggio con alcuni amici. Chiama il padre, il marchese Camillo che dopo la morte della mamma di Annamaria si era sposato con Anna Fallarino, per farsi venire a prendere. Camillo la rassicura ma le dice restare ancora qualche giorno con gli amici. Il marchese in realtà, depresso e in pessimi rapporti con la signora Fallarino, aveva già pianificato di suicidarsi. Solo che nelle stesse ore in quella casa arrivano la moglie e il suo amante Massimo Minorenti, lo ricattano, gli chiedono un miliardo di lire per ritirare alcune foto compromettenti già consegnate ai giornali. Lui perde la testa, ammazza e si ammazza. Fu Annamaria a dover riconoscere i corpi sfigurati del padre e della matrigna. Del caso parlò tutta Italia, per mesi. Potete immaginare lo choc di quella ragazza”.
Resta il fatto che la giovane rimane orfana e titolare di un patrimonio enorme  e, come accade in questi casi, immediatamente conteso. In ballo, scrive l’autrice dell’intervista, Claudia Fusani, entra subito l’avvocato Cesare Previti, che, spiega la Rangoni Machiavelli “ha una relazione con la sorella di Anna Fallarino. La prima cosa che fa è cercare di dimostrare che la famiglia Fallarino è l’unica erede del patrimonio Casati Stampa perchè la donna è morta dopo il marito. L’autopsia gli dà torto: la giovane e minorenne Annamaria è l’unica erede. Il padre, Camillo, è morto due minuti e trenta secondi dopo”.
Previti, però, prosegue la nobile, diventa comunque il curatore dei beni di Annamaria insieme ad un altro avvocato, Giorgio Bergamasco. “Qui – denuncia la Rangoni Machiavelli – comincia il raggiro. La ragazza non ha soldi, non ha potere di firma e ogni decisione è delegata a Bergamasco-Previti. Fatto sta che un giorno, siamo nel 1973, Previti dice ad Annamaria: “Ma come sei fortunata, c’è un certo Berlusconi che vuole comprare, 500 milioni…”. Annamaria replica che è un po’ poco, e Previti la rassicura: “Mavalà, in fondo gli diamo solo la villa nuda, la cappella e un po’ di giardino intorno…”. Previti lascia intendere che arredi, pinacoteche, biblioteche, il parco, tutto sarebbe rimasto a lei mentre invece stava vendendo tutto”.
Poco dopo la ragazza, appena maggiorenne se ne va in Brasile e si sposa, con l’intenzione di iniziare una vita nuova. La cognata, però, non molla ed è decisa a tutto per avere la revoca dell’incarico di curatore dei beni a Previti. Dopo la partenza di Annamaria, racconta, “il curatore ha campo libero. Io me ne accorgo solo nel 1980, dopo che è stata completata la vendita di villa San Martino. Avverto Previti che avrei raccontato tutto a Anna Maria. Lui mi risponde, ancora lo ricordo, che mai sarei riuscita a portare un pezzo di carta ad Annamaria in Brasile con delle prove. Invece ce l’ ho fatta: avevo nascosto il dossier con la documentazione in un biliardino. Ricordo anche che a Fiumicino ci perquisirono con molta accuratezza. Per andare in Brasile, strano no…”.
Alla fine la Rangoni Machiavelli ottiene le procure ma la sua battaglia è tutt’altro che finita. Ed entra in scena anche lo stalliere ‘eroe’ Mangano: “Abbiamo provato negli anni a riprendere almeno qualche quadro, un Annigoni, ad esempio. Mio fratello andò di persona ad Arcore, fu la volta che si trovò davanti Mangano con tanto di fucile. Berlusconi ci chiese quanto volevamo per venderlo a lui. Ma noi non volevamo venderlo. Non ce l’ha mai reso. Così come le 14 stazioni della via Crucis di Bernardino Luini, nella cappella di famiglia”.
Alla fine la donna sbotta racconta di Annamaria, disinteressata alla storia del patrimonio di famiglia e sbotta:  ”Non ne vuole sapere più nulla e nesuno ha mai pensato che potesse essere risarcita. Io però continuo da allora la mia battaglia a tutti i livelli perchè credo sia giusto che si conosca la qualità delle persone che ci governano. Sotto il profilo penale, purtroppo, non è mai stato possibile fare nulla”.

Nel giorno Giovanni il Battista viene sentenziato l'Anticristo, è una profezia apocalittica: condannato Silvio Berlusconi. 7 anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici

Il tribunale di Milano ha riconosciuto l'ex premier responsabile del reato di concussione e prostituzione minorile. Le carte riguardanti una lunga serie di testi della difesa sono state rinviate al pm per valutare un eventuale falsa testimonianza

MILANO - Il tribunale di Milano ha deciso, dopo sette ore di camera di consiglio, di condannare a 7 anni e alla interdizione perpetua dai pubblici uffici Silvio Berlusconi per il reato di concussione per costrizione nell'ambito del cosiddetto "processo Ruby". Il tribunale ha deciso anche di rinviare al pm le carte per valutare l'eventuale falsa testimonianza di una lunga serie di testimoni che hanno sfilato davanti alla corte.

Il Cavaliere è stato condannato anche per il reato di prostituzione minorile. I giudici della IV sezione penale del tribunale di Milano hanno quindi accolto tutte le richieste della procura portando la pena complessiva ad un anno in più delle richieste. Il pubblico ministero Ilda Boccassini aveva infatti chiesto sei anni.

L'avvocato dell'ex premier Niccolò Ghedini, intercettato dai cronisti fuori del tribunale, annuncia: "Faremo appello". E aggiunge: "La sentenza non mi sorprende affatto. Sono due anni e mezzo che diciamo che qui questo processo non si poteva fare. E' una sentenza larghissimamente attesa, faremo appello, ricorso in Cassazione. E' una sentenza che è completamente al di fuori della realtà, fuori da ogni logica, l'accusa di costrizione è allucinante. Un fatto estremamente grave: il tribunale non ha tenuto conto della realtà processuale".

La sentenza è stata accolta con applausi e grida di esultanza da un piccolo gruppo, composto da qualche decina di manifestanti, radunato davanti al Palazzo di Giustizia di Milano.

I giudici hanno disposto anche la confisca dei beni già sequestrati in passato a Karima El Maurogh, in arte Ruby, e al suo compagno Luca Risso. Come già accennato, rischiano di essere processati per falsa testimonianza circa una ventina di testimoni. Al momento della lettura della sentenza i giudici hanno infatti annunciato di aver trasmesso alla procura le dichiarazioni rese in aula da circa venti testi, destinate ora a essere analizzate e vagliate dalla magistratura inquirente. Tra loro, oltre alla maggior parte delle cosiddette 'olgettine' ospitate ad arcore da berlusconi, c'è l'ex consigliere per la politica estera di Berlusconi, Valentino Valentini, l'europarlamentare Licia Ronzulli, la parlamentare Maria Rosaria Rossi, il cantante Mariano Apicella e la funzionaria della questura di Milano, Giorgia Iafrate.

domenica 23 giugno 2013

Le profezie della mistica Emmerick e la rovina della chiesa con due papi

 Anna katharina Emmerick

Due Papi in preghiera

Chissà se Giovanni Paolo II, nel 2004, avrebbe mai immaginato che un giorno neanche troppo lontano la monaca tedesca che si accingeva a beatificare sarebbe divenuta di grande attualità?Sono passati solamente 9 anni da quel 3 ottobre del 2004 quando, il grande Papa polacco, il più grande “canonizzatore” della storia della chiesa, elevò agli onori degli altari Anna Katharina Emmerick, monaca agostiniana tedesca vissuta tra il 1774 e il 1824, proclamandola beata. La Emmerick, nata da una famiglia di origini contadine, viene venerata dalla chiesa universale per le sue doti mistiche e di veggente. Grazie alle sue visioni tramandateci è stata dissotterrata, vicino a Efeso, la casa che, secondo gli archeologi, avrebbe ospitato Maria e Giovanni in seguito alla morte di Gesù. I diari “La dolorosa Passione del Nostro Signore Gesù Cristo” rivelano alcuni particolari inediti relativi alla morte di Gesù.
Due Papi in preghiera
Ma tra le visioni della monaca tedesca hanno spazio anche alcune profezie apocalittiche sul destino della chiesa. Innanzitutto, Katharina Emmerick fu, credo, la prima ad aver previsto alcuni aspetti della futura riforma liturgica: “La Messa era breve. Il Vangelo di san Giovanni non veniva letto alla fine”. Ma ciò che salta immediatamente all’occhio, è la sua previsione di un tempo futuro di coesistenza di due papi: “Vidi anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città (di Roma). Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità” (13 maggio 1820).
Su questo passo, il mondo cattolico più tradizionalista e critico verso i mutamenti del magistero di Papa Francesco va a nozze. La chiesa che va formandosi, nella profezia emmerickiana, è una chiesa “falsa”, dalla dottrina corrotta (più avanti dirà protestantizzata) e dall’infestazione di un clero “tiepido”. Ma tutto questo non impedì alla chiesa di “aumentare di dimensioni” (il riferimento, per molti, è al cosiddetto “effetto Bergoglio”, un’ondata di consensi, di chiese piene e code ai confessionali). 
Papa Benedetto XVI
Anche il cambio di dimora e la clausura di quello che oggi è il Papa emerito sarebbero stati preannunciati: “Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi, e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente” (10 agosto 1820). Anche qui, ancora una volta, è la popolarità e l’influenza della nuova chiesa a preoccupare la beata.
Due Papi tra ricchezze terrene
Ecco, poi, la profezia sulla protestantizzazione della chiesa cattolica: “Poi vidi che tutto ciò che riguardava il protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione. In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre” (1820). E ancora, sempre sulla “chiesa grande”: “Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la chiesa. Stavano costruendo una chiesa grande, strana, e stravagante”. Ma questa profezia non si ferma qui, preannuncia anche la dottrina che, dagli anni postconciliari, guida gran parte della pastorale ecclesiastica, quella dell’ecumenismo e della libertà religiosa: “Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti e avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova chiesa… Ma Dio aveva altri progetti” (22 aprile 1823).
Papa Francesco " CRISTO "

“Ma Dio aveva altri progetti”. Progetti dei quali, naturalmente, ognuno di noi è all’oscuro: nessuno, infatti, è in grado di dire se, come e quanto le profezie della beata Emmerick siano attuali o, addirittura, si stiano avverando. Di certo, però, stupisce la consonanza con molti aspetti, più o meno oscuri, della chiesa di oggi.
di Mattia Rossi

sabato 8 giugno 2013

Il Papa: “Quello che comanda oggi non è l’uomo, è il denaro...


Papa Francesco giugno 2013
Il Papa: “Quello che comanda oggi non è l’uomo, è il denaro... Uomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo: è la “cultura dello scarto”. Se si rompe un computer è una tragedia, ma la povertà, i bisogni, i drammi di tante persone finiscono per entrare nella normalità…”. 

E a braccio ha affermato: “Se una notte di inverno, qui, in Piazza Ottaviano, per esempio, muore una persona, quella non è notizia. Se in tante parti del mondo ci sono bambini che non hanno da mangiare, quella non è notizia. Sembra normale! Non può essere questo! E queste cose entrano nella normalità: che alcune persone senza tetto muoiano di freddo per la strada, non c’è notizia… Al contrario di questo, per esempio, un abbassamento di 10 punti nelle Borse di alcune città, costituisce una tragedia. Quello che muore non è notizia, ma se calano 10 punti le Borse è una tragedia. Così le persone vengono ‘scartate’. Noi, le persone, veniamo scartati, come se fossimo rifiuti”.